Pane e zucchero e salto con la corda. A Viterbo ritornano i giochi e le merende di una volta
campana
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L’ultimo weekend di settembre a Viterbo si fa un salto indietro nel tempo. L’iniziativa è promossa dall’Associazione RI.MA che organizza nelle giornate del 23 e 24, in Piazza Unità d’Italia, una serie di iniziative che hanno per protagonisti i giochi che erano in voga anni fa e che divertivano tutti quei bambini che ormai sono diventati adulti.

L’ultimo weekend di settembre a Viterbo si fa un salto indietro nel tempo. L’iniziativa è promossa dall’Associazione RI.MA che organizza nelle giornate del 23 e 24, in Piazza Unità d’Italia, una serie di iniziative che hanno per protagonisti i giochi che erano in voga anni fa e che divertivano tutti quei bambini che ormai sono diventati adulti.

Chi non ricorda le belle merende preparate dalla nonna a base di pane e marmellata o pane e zucchero? I pomeriggi, quelli belli davvero, erano quelli passati all’aperto in compagnia degli amici e di un panino nella tasca dei pantaloni che dovevano essere assolutamente lavati una volta tornati a casa. Niente merendine confezionate, niente rete wi fi.

‘C’era una volta…merende e giochi‘ è un’iniziativa che coniuga tradizione e modernità: nella giornata del 23 settembre saranno esposti dei lavori eseguiti da varie scuole del Viterbese e nella giornata conclusiva del 24 si ripercorreranno quei pomeriggi con le classiche merende preparate in casa e i giochi fatti nelle piazze e nelle strade.

Pane e zucchero, pane e cioccolata, quattro cantoni e il salto con la corda saranno i protagonisti di due pomeriggi spensierati che uniranno i bambini di ieri con i bambini di oggi che , molto spesso, dimenticano che giocare all’aperto è l’essenza stessa di essere bambini. In un tempo dove i tablet e gli apparecchi elettronici diventano sempre più spesso i migliori amici dei nostri figli, l’Associazione RI.MA riporta le lancette dell’orologio indietro e, con oggetti semplici e pochi ingredienti genuini, regala a ragazzini di tutte le età due pomeriggi di spensieratezza.

Parola d’ordine: divertiamoci e riscopriamo la voglia di passare del tempo insieme guardandoci negli occhi. Appuntamento al 23 settembre per un fine settimana di allegria e condivisione.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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