Palazzo Santoro sarà interamente del Consorzio Biblioteche, i cavalieri di Malta lasciano entro fine anno
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VITERBO - Questo aprirà la possibilità di andare verso la realizzazione del Polo Unico delle Biblioteche, progetto per cui si è battuto e su cui ha lavorato con intelligenza e costanza il commissario straordinario Paolo Pelliccia. 

VITERBO – Entro la fine del 2023 Palazzo Santoro a piazza Verdi sarà di totale disponibilità del Consorzio Biblioteche. I cavalieri di Malta, che da molto tempo utilizzavano i locali del piano terra sono pronti a trasferirsi. 

Questo aprirà la possibilità di andare verso la realizzazione del Polo Unico delle Biblioteche, progetto per cui si è battuto e su cui ha lavorato con intelligenza e costanza il commissario straordinario Paolo Pelliccia. 

Il progetto, presentato ormai troppo tempo fa da Pelliccia, è bellissimo e contribuirà a riqualificare e rilanciare il quadrante del Cunicchio. Previsto infatti il trasferimento di tutto il Consorzio nello spazio di Palazzo Santoro e il recupero della metratura oggi fatiscente del palazzo presente in piazza Campo Boario. Prevista anche la sistemazione del parcheggio alle spalle della sede Inps di via Matteotti, che diventerà un giardino. 

I cavalieri di Malta, con un contratto di locazione con il Comune di Viterbo scaduto ormai da tanti anni, hanno versato le quote di affitto previste fino a dicembre 2023. E quindi entro questa data, non avendo avuto un rinnovo, andranno a lasciare il primo piano dello storico edificio. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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