Palazzo Papale diventa viola nella Giornata della sindrome fibromialgica
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VITERBO - Il commissario straordinario Antonella Scolamiero ha accolto favorevolmente la richiesta del presidente provinciale dell'associazione fibromialgici Libellula Libera Francesco Piccerillo riguardante l'illuminazione di un importante monumento cittadino.

VITERBO – Viterbo aderisce alla Giornata mondiale della sindrome fibromialgica che ricorre domani 12 maggio e illumina di viola il palazzo papale. Il commissario straordinario Antonella Scolamiero ha accolto favorevolmente la richiesta del presidente provinciale dell’associazione fibromialgici Libellula Libera Francesco Piccerillo riguardante l’illuminazione di un importante monumento cittadino.

“Un’importante ricorrenza per le persone affette da tale malattia dai segni nascosti – spiega il presidente Piccerillo – . La fibromialgia è una malattia difficile da capire e diagnosticare, e spesso chi ne è affetto viene trattato come “malato immaginario”. Allo stato attuale, nonostante siano passati trent’anni dal suo riconoscimento da parte dell’OMS, non ci sono ancora esami clinici specifici che la possano diagnosticare in modo diretto. L’unica certezza è il dolore, sintomo predominante della malattia, soprattutto ai muscoli, bruciore, rigidità, contrattura, tensione che si manifesta in tutto il corpo. Dolore che può cambiare a seconda della giornata, delle attività svolte, del tempo, dei ritmi del sonno e dello stress, acuirsi in situazioni di forte affaticamento, provocato da stanchezza cronica e dai disturbi del sonno. E il 12 maggio è una giornata importante per fare luce su questa malattia – conclude il presidente Piccerillo invitando a compiere tutti un gesto simbolico, ma significativo -: indossiamo un fiocchetto viola per rendere visibile ciò che è ancora invisibile”.

Per ulteriori informazioni: https://libellulalibera.it – libellulalibera.ass@libero.it .

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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