Palazzo papale con divano in vista e blocchi etrusco-romani messi in mezzo alla strada
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Non ci sono parole. Ascensore di Valle Faul, sali e attraversi un cubo vuoto definito da pareti grigie particolarmente brutte. Ma questa è la sfigata routine di quel paesone che fa da capoluogo alla Tuscia. E' l'eccezione a raggiungere le vette dell'incredibile. Venti passi e ad accoglierti sulla piazza del Duomo, quella frequentata dai papi, c'è in bella vista un divano. Per la precisione due, uno sopra l'altro. 

Non ci sono parole. Ascensore di Valle Faul, sali e attraversi un cubo vuoto definito da pareti grigie particolarmente brutte. Ma questa è la sfigata routine di quel paesone che fa da capoluogo alla Tuscia. E’ l’eccezione a raggiungere le vette dell’incredibile. Venti passi e ad accoglierti sulla piazza del Duomo, quella frequentata dai papi, c’è in bella vista un divano. Per la precisione due, uno sopra l’altro. 

Così Viterbo conquista il primato di prima città d’arte e cultura dove al turista è offerta anche una vista sul divano. Ci sono anche due turisti del Nord Europa che fotografano il fatto. Dovrebbero tornare a Viterbo più spesso e gli sembrerebbe tutto più normale. 

Giro della piazza e all’angolo per prendere il ponte i piedi sono fermati da un blocco di pietra, dal peso stimabile di 200-300 chili. E’ una pietra etrusco-romana staccata da qualcuno e messa verso la strada. Incredibile ma vero. Sta lì da ore e nessuno è intervenuto. Forse si attende il ritorno dei lucumoni e delle loro famose magie. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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