Palazzo Gentili, i tre consiglieri di Fratelli d'Italia invitano Forza Italia a uscire dall'ambiguità
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VITERBO - "Entro 10 giorni il Presidente della Provincia Nocchi deve indire le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale. Dovrà indirle entro i successivi 90 giorni". Così i consiglieri provinciali di Fratelli d'Italia Roberto Camilli, Gianluca Grancini e Ombretta Perlorca.

VITERBO – “Entro 10 giorni il Presidente della Provincia Nocchi deve indire le prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale. Dovrà indirle entro i successivi 90 giorni”. Così i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia Roberto Camilli, Gianluca Grancini e Ombretta Perlorca.

“Riteniamo – continuano i tre – che sia il momento di fare definitivamente chiarezza sul futuro dell’ente e soprattutto sulla proposta di governo che intende costruire l’alleanza di centro destra della Tuscia. Fratelli d’Italia lo ribadisce da tempo in tutte le sedi. Riteniamo altresì di non essere così sprovveduti da non sapere che tempi e modi in politica assumano significati e siano oggetto di valutazioni.

Lo era fin dall’inizio e lo è tanto più oggi che ci apprestiamo a una tornata elettorale che riguarda un terzo dei comuni della Tuscia e all’esito di un chiarimento politico all’interno della maggioranza del comune capoluogo che è stato raggiunto proprio sulla base di una assunzione di responsabilità collettiva della coalizione ad assumere comportamenti coerenti nei diversi livelli istituzionali.

Lo ribadiamo: coerentemente con la nostra visione abbiamo scelto di porci all’opposizione di ogni accordo di palazzo. Non soffriamo di governite e non siamo disposti a tutto pur di sedere in maggioranze in cui non ci riconosciamo. Lavoriamo per dare anche alla Provincia una riconoscibile amministrazione di centro destra, con impegni e patti chiari”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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