Palazzo del Drago, sospesa assistenza domiciliare e borse lavoro
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VITERBO - Non si fanno le nozze con i fichi secchi e neanche i Servizi Sociali di un comune complesso come quello del capoluogo. Sospese per mancanza di fondi due azioni importanti per la vita di diverse persone: assistenza domiciliare e borse lavoro.

VITERBO – Non si fanno le nozze con i fichi secchi e neanche i Servizi Sociali di un comune complesso come quello del capoluogo. Sospese per mancanza di fondi due azioni importanti per la vita di diverse persone: assistenza domiciliare e borse lavoro.

Soprattutto nel primo caso la questione è particolarmente urgente. Si tratta di una misura che permette a deistituzionalizzazione di tutta una serie di patologie e di non mandare le persona gestibili a casa in ospedale, di non ricoverare pazienti in Rsa. “Questo è importante in primis per le persone direttamente interessate e le loro famiglie ma è centrale anche per contenere i costi del sistema sanitario”. Spiega il neo assessore ai Servizi Sociali Antonella Sberna.

Sulle borse lavoro, misura introdotta lo scorso anno, deve essere predisposto il nuovo bando. Ma non è possibile farlo perché non c’è copertura economica. Anche in questo caso la misura è strategica perché significa attivare un meccanismo di integrazione tramite il lavoro. “Con questo tipo di azioni l’assessorato cerca di andare oltre il semplice assistenzialismo – spiega l’assessore Sberna – e punta a dare risposta a una delle cose che le persone che vengono da noi cercano maggiormente: il lavoro”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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