

VITERBO – La giunta Frontini vuole un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Si tratta di uno strumento strategico di pianificazione della mobilità basato su una visione a lungo termine dello sviluppo dei trasporti e della mobilità per l’intero agglomerato funzionale, che copra tutti i modi e le forme di trasporto (pubblico e privato, passeggeri e merci, motorizzato e non motorizzato, gestione del
traffico e della sosta) favorendo lo sviluppo delle modalità più sostenibili.
Uno strumento necessario per la costruzione di una città più moderna, funzionale e capace di dare una migliore qualità della vita ai propri cittadini. Lo strumento è strettamente legato all’attività pianificatoria generale e deve perciò necessariamente integrarsi con gli altri strumenti di programmazione urbana, esistenti o in via di redazione, tra cui il Piano di Recupero del Centro Storico e il Piano Urbano del Commercio, oltre che contenere esso elementi utili ad implementare un Piano della Mobilità Ciclistica e Ciclo-pedonale (PMCC) ed integrare l’esistente Piano per la Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) relativamente ai precorsi pedonali.
Nello specifico il Piano deve essere redatto tenendo conto di tutta una serie di aspetti centrali: revisione dei settori della Zona a Traffico Limitato (ZTL); revisione delle linee di trasporto pubblico locale (TPL); riorganizzazione del transito e della sosta dei ciclomotori e motocicli nel centro storico; classificazione funzionale delle strade e realizzazione degli interventi per la sicurezza stradale e moderazione della velocità (implementazione delle “Zone 30” – Isole Ambientali); riorganizzazione di un piano di viabilità volto ad affrontare le criticità di traffico nelle zone in entrata della città; distribuzione delle merci nel centro storico, con la conversione ecologica verso i motori a zero emissioni; riequilibrio e potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale (TPL) nelle direttrici nord e sud della città, definizione di corsie e/o sedi riservate, collegamento con i principali nodi di interscambio (parcheggi scambiatori); perseguire le procedure per una partecipazione attiva dei cittadini alla formazione delle modalità operative di attuazione con un’attività di comunicazione preventiva e con l’istituzione di tavoli di concertazione con le categorie interessate.
Quello deliberato dalla giunta Frontini è l’inizio di un cammino che punta a utilizzare la tecnica e le buone pratiche già sperimentate su altri territori per determinare una città più funzionale e al passo con i tempi.

















