
Sarà un mercoledì delle ceneri o della cenere? Se lo stanno domandando in tanti, tra gli osservatori più assudui delle vicende di Palazzo dei Priori. La settimana che ci lasciamo alle spalle è stata parecchio stressante per la maggioranza capitanata dal sindaco Leonardo Michelini. Ieri pomeriggio il primo cittadino si è incontrato con Francesco Serra, capogruppo Pd in Comune, e Stefano Calcagnini, segretario dell’unione comunale dei democratici, in via Polidori.
Un confronto necessario dopo le ultime vicende e la riconsegna delle deleghe alla Cultura e Grandi Eventi che lunedì Barelli concretizzerà. Serra e Calcagnini hanno messo in discussione l’inclusione di Viva Viterbo all’interno della maggioranza. Il sindaco da parte sua sta frenando, così come la sua lista: ‘Oltre le mura’. Di fatto mercoledì è previsto un incontro tra le forze di maggioranza per capire da che parte andare. Si tratta di un tagliando, reso necessario dall’escalation di attriti che sono sorti all’interno della coalizione cittadina di governo.
L’accellerazione, i più attenti lo avranno notato, si è avuta con il congresso regionale del Partito Democratico. Fatto storico che ha determinato la nascita dell’asse Fioroni-Serra. Un asse che si è posizionato a sostegno di un candidato alla segreteria, Lorenza Bonaccorsi, diverso da quello sostenuto dal governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti (Fabio Melilli). Il presidente della Regione ha avuto invece come compagni di partita su Viterbo il consigliere regionale Panunzi e il gruppo Egidi-Mazzoli.
Sempre i più attenti avranno registrato un certo aumento di temperatura nei rapporti tra l’amministrazione Michelini e Zingaretti. Anche questa, roba causata dal virus delle ultime primarie. Da annotare sul taccuino anche il voto di Viva Viterbo sulla questione rifiuti in consiglio comunale. Un voto molto filo-Regione. Verrebbe quindi naturale pensare, almeno a noi ma potremmo sbagliare, che sia maturato recentemente uno spostamento di Viva Viterbo verso la corrente che potremmo definire “panunziana”.
Ricordiamo che Viva Viterbo conta in consiglio di due voti: quello del capogruppo De Alexandris e quello del presidente del consiglio Filippo Rossi. Se i consiglieri estranei all’asse Fioroni-Serra si compattassero intorno al nucleo “panunziano” già esistente, e se a questi andassimo a sommare i voti di Viva Viterbo, dovremmo registrare un sostanziale pareggio di forze tra i due gruppi.
Ora, essendo Serra e Calcagnini parti dell’asse “fioroniano” non è che la loro voglia di far fuori Viva Viterbo vada ricercata più nella matematica politica che in altro?
Azzardiamo una previsione: Viva Viterbo rimane in maggioranza. In tutti questi intrighi di numeri e di conte è l’unico modo che consente al sindaco Leonardo Michelini di non finire sotto l’eccessiva pressione di una corrente del Pd. Ci riecheggiano in mente le parole che il numero uno di via Ascenzi pronunciò a inizio di mandato: “Se non mi lasceranno fare il sindaco non avrò problemi a dimettermi”.
Francamente ci sembra un po’ presto per suonare le note del “tutti a casa”.


















