
VITERBO – Sei lunghi giorni, poi domenica 12 giugno i viterbesi saranno chiamati alle urne. Cinque giorni ancora di campagna elettorale e quindi i giochi saranno fatti.
Si entra nel momento più caldo, intenso e per molti aspetti fatidico. Otto i candidati in corsa per la carica di sindaco. Trentadue i posti da consigliere a disposizione, venti scranni saranno occupati dalla maggioranza e dodici dalle minoranze.
Sono 724 i candidati in ballo all’interno di un numero di liste davvero impressionante e senza precedenti nella storia del comune capoluogo. Ormai non c’è più spazio per sondaggi, previsioni. Siamo nella trita infernale di una manciata di giorni che separano la città dalle urne.
I cittadini che potevano essere raggiunti dai candidati consiglieri e dai partiti hanno già in maturazione la propria decisione di voto. C’è da attendersi una consistente astensione, anche se visto l’alto numero di candidati consiglieri diversi che magari in passato hanno disertato le urne questa volta sono tirati per la giacchetta dal cugino di terzo grado o dal vicino di casa.
All’indomani del voto, per moltissimi, ci sarà un risveglio parecchio amaro. Questo giro rischiano l’osso del collo anche vecchie volpi della politica locale. Tanti cambi di schieramento infatti rischiano di non essere capiti e quindi non premiati dall’elettorato.


















