Palazzo dei Priori, una città "in bambola" che neanche si accorge della campagna elettorale
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VITERBO - Non sappiamo se le cose cambieranno nelle prossime settimane ma se il piattume rimanesse inalterato il vantaggio competitivo delle forze civiche sarebbe notevolmente ridotto a tutto vantaggio dei partiti nazionali. Questo perché se non si accende una dialettica sulla città il comportamento standard diventa "andare alle urne e spaccare il simbolo del proprio partito del cuore". 

VITERBO – La campagna elettorale viterbese è spenta. Il fornello è basso, molto debole, e in pentola non bollono grosse novità o personaggi in grado di entusiasmare e fare sognare. Quella più quotata in questo ruolo dovrebbe essere Chiara Frontini, ma rispetto a ciò che era nel 2018 appare anche lei piuttosto in affanno.

Forse perché intorno il mortorio è talmente deprimente che non c’è nessuna sfida possibile, nessun duello, nessuna diatriba su visioni, progetti, neanche lo straccio di contrasti di caratteristiche e caratteri tra i candidati. Una città piccolo borghese, anzi piccolissimo borghese, dove la vita è diventata così piccola che neanche la politica ha in sé la vita delle emozioni. 

E infatti i cittadini neanche si stanno accorgendo che tra due mesi dovrà essere deciso il prossimo sindaco. L’indifferenza è il clima più diffuso e gli unici che qualche respiro lo accennano sono i tifosi. 

Non sappiamo se le cose cambieranno nelle prossime settimane ma se il piattume rimanesse inalterato il vantaggio competitivo delle forze civiche sarebbe notevolmente ridotto a tutto vantaggio dei partiti nazionali. Questo perché se non si accende una dialettica sulla città il comportamento standard diventa “andare alle urne e spaccare il simbolo del proprio partito del cuore”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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