Palazzo dei Priori, tutti in attesa del Quirinale
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VITERBO - Al momento sono tanti gli scenari possibili e a seconda di come andrà a finire la partita e le conseguenze su governo e Regione le forze politiche locali avranno maggiore o minore spazio d'autonomia. 

VITERBO – La campagna elettorale nel capoluogo della Tuscia è congelata. Quanto si sta muovendo è praticamente nulla perché il grosso delle dinamiche saranno libere di esplodere solo una volta che sarà sciolto il nodo del Quirinale e tutte le tessere del domino che andrà a innescare si andranno a posizionare. 

Al momento sono tanti gli scenari possibili e a seconda di come andrà a finire la partita e le conseguenze su governo e Regione le forze politiche locali avranno maggiore o minore spazio d’autonomia. 

La più grande incognita riguarda Forza Italia e il suo futuro. L’alleanza con il Pd è la grande anomalia che dovrà essere sciolta e tutti gli scenari raccontano di una prossima implosione di quella galassia. 

In caso di voto per il rinnovo del Parlamento è chiaro che le logiche romane daranno ordine di porre fine all’asse che ha portato all’elezione del presidente della Provincia Alessandro Romoli, in continuità con l’esperienza che resse la presidenza di Pietro Nocchi. Bisognerà, a quel punto, vedere cosa faranno gli attori di quella stagione. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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