
VITERBO – Spanciare. Questa la parola chiave della campagna elettorale in cui il capoluogo della Tuscia è appena entrato. Vincerà chi riuscirà ad andare oltre “se stesso”. Certo le realtà più piccole sono quelle chiamate a “spanciare” di più ma nessuno degli otto può evitare questo tipo di azione. Di sicuro non potrà evitarlo al ballottaggio dove la legge sarà proprio: “o spanci o muori”.
Al momento però hanno tutti gli occhi sul proprio ombelico e il gas sull’acceleratore dei propri candidati di lista. Sono loro i portatori di consensi, i meno delicati li chiamano “portatori d’acqua”, su cui si basa il grosso del risultato di ognuno. Non esiste infatti nessun candidato, tra quelli in pista, che sta cercando di costruire un voto d’opinione. Che sta andando oltre se stesso.
Forse quella maggiormente predisposta per questo tipo d’operazione è Chiara Frontini ma anche lei sta coltivando quel largo consenso che gli si è materializzato in mano nel 2018. Nessuno ha aperto una vera e propria caccia al voto d’opinione. Lo si vede dallo scarso investimento in comunicazione e nel lavoro di comunicazione.
Non sappiamo quanto i sindaci candidati abbiano stanziato a livello di soldi ma i risultati non ci sono. La fragilità comunicativa è lampante sui social, luogo dove potrebbero giocarsi grande parte della partita. Eppure tutti sono fragili. Contenuti poco originali e capaci di catturare l’attenzione, bassi like e condivisioni. Tutti sembrano non avere capito di trovarsi nel 2022.


















