Palazzo dei Priori, tanti cercano i voti di struttura e pochi quello d'opinione
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VITERBO - Vincerà chi riuscirà ad andare oltre "se stesso". Certo le realtà più piccole sono quelle chiamate a "spanciare" di più ma nessuno degli otto può evitare questo tipo di azione. Di sicuro non potrà evitarlo al ballottaggio dove la legge sarà proprio: "o spanci o muori". 

VITERBO – Spanciare. Questa la parola chiave della campagna elettorale in cui il capoluogo della Tuscia è appena entrato. Vincerà chi riuscirà ad andare oltre “se stesso”. Certo le realtà più piccole sono quelle chiamate a “spanciare” di più ma nessuno degli otto può evitare questo tipo di azione. Di sicuro non potrà evitarlo al ballottaggio dove la legge sarà proprio: “o spanci o muori”. 

Al momento però hanno tutti gli occhi sul proprio ombelico e il gas sull’acceleratore dei propri candidati di lista. Sono loro i portatori di consensi, i meno delicati li chiamano “portatori d’acqua”, su cui si basa il grosso del risultato di ognuno. Non esiste infatti nessun candidato, tra quelli in pista, che sta cercando di costruire un voto d’opinione. Che sta andando oltre se stesso. 

Forse quella maggiormente predisposta per questo tipo d’operazione è Chiara Frontini ma anche lei sta coltivando quel largo consenso che gli si è materializzato in mano nel 2018. Nessuno ha aperto una vera e propria caccia al voto d’opinione. Lo si vede dallo scarso investimento in comunicazione e nel lavoro di comunicazione. 

Non sappiamo quanto i sindaci candidati abbiano stanziato a livello di soldi ma i risultati non ci sono. La fragilità comunicativa è lampante sui social, luogo dove potrebbero giocarsi grande parte della partita. Eppure tutti sono fragili. Contenuti poco originali e capaci di catturare l’attenzione, bassi like e condivisioni. Tutti sembrano non avere capito di trovarsi nel 2022. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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