
VITERBO – Feste patronali e manifestazioni delle frazioni, a ridosso del Solleone agostano una delibera di giunta dell’amministrazione Frontini è destinata a tenere banco sotto gli ombrelloni ma anche tra i tavoli dei vari tornei di briscola.
Palazzo dei Priori ha deciso dei tagli importanti su contributi già di per sé piuttosto bassi. Una mossa che rischia di rappresentare un salasso per una serie di tradizioni locali, che invece andrebbero almeno tutelate.
Su alcune manifestazioni poi la mano degli amministratori (o forse sarebbe meglio dire il rasoio) ci è andata più leggero, su altre molto pesante. I tagli ovviamente sono da considerarsi rispetto ai finanziamenti dati lo scorso anno che hanno permesso, senza mal di pancia, lo svolgimento delle feste.
A Grotte Santo Stefano la festa di San Venerando riceverà 12.000 euro, mille meno del 2023 con un taglio quantificabile del 7,6%. E’ stata la meno toccata e su Grotte arrivano altri soldi, che lo scorso anno non c’erano, per la festa della Madonna del Traforo di Magugnano (finanziata zero nel 2023 e con 500 euro nel 2024).
San Martino, con la tradizionale Sagra della Castagna, ha mantenuto inalterato il sostegno comunale: 9mila euro erano nel 2023 e lo stesso sarà nel 2024.
E’ andata peggio a Bagnaia con la festa di San Rocco, finanziata nel 2023 con 12mila euro che sono diventate 9mila (riduzione del 25%).
I tagli veri li hanno subiti i centri con meno abitanti (sarà un caso?). Tagli del 40% per Montecalvello per la Madonna dell’Aiuto (da 2.500 a 1.500), Sant’Angelo con i festeggiamenti per San Michele Arcangelo (da 2500 a 1500), Roccalvecce con la Madonna del Nespolo (da 2500 a 1500).
Taglio del 33,3% al Patto d’Amore della Quercia: da 6mila a 4mila euro. Bistrattata la piccolissima Vallebona con la festa di Maria Assunta tagliata del 60%: da 2500 a 1000 euro.


















