Palazzo dei Priori "taglia" sulle feste patronali delle frazioni: riduzioni dei finanziamenti fino al 60%
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VITERBO - Palazzo dei Priori ha deciso dei tagli importanti su contributi già di per sé piuttosto bassi. Una mossa che rischia di rappresentare un salasso per una serie di tradizioni locali, che invece andrebbero almeno tutelate. 

VITERBO – Feste patronali e manifestazioni delle frazioni, a ridosso del Solleone agostano una delibera di giunta dell’amministrazione Frontini è destinata a tenere banco sotto gli ombrelloni ma anche tra i tavoli dei vari tornei di briscola. 

Palazzo dei Priori ha deciso dei tagli importanti su contributi già di per sé piuttosto bassi. Una mossa che rischia di rappresentare un salasso per una serie di tradizioni locali, che invece andrebbero almeno tutelate. 

Su alcune manifestazioni poi la mano degli amministratori (o forse sarebbe meglio dire il rasoio) ci è andata più leggero, su altre molto pesante. I tagli ovviamente sono da considerarsi rispetto ai finanziamenti dati lo scorso anno che hanno permesso, senza mal di pancia, lo svolgimento delle feste.

A Grotte Santo Stefano la festa di San Venerando riceverà 12.000 euro, mille meno del 2023 con un taglio quantificabile del 7,6%. E’ stata la meno toccata e su Grotte arrivano altri soldi, che lo scorso anno non c’erano, per la festa della Madonna del Traforo di Magugnano (finanziata zero nel 2023 e con 500 euro nel 2024). 

San Martino, con la tradizionale Sagra della Castagna, ha mantenuto inalterato il sostegno comunale: 9mila euro erano nel 2023 e lo stesso sarà nel 2024. 

E’ andata peggio a Bagnaia con la festa di San Rocco, finanziata nel 2023 con 12mila euro che sono diventate 9mila (riduzione del 25%).

I tagli veri li hanno subiti i centri con meno abitanti (sarà un caso?). Tagli del 40% per Montecalvello per la Madonna dell’Aiuto (da 2.500 a 1.500), Sant’Angelo con i festeggiamenti per San Michele Arcangelo (da 2500 a 1500), Roccalvecce con la Madonna del Nespolo (da 2500 a 1500).

Taglio del 33,3% al Patto d’Amore della Quercia: da 6mila a 4mila euro. Bistrattata la piccolissima Vallebona con la festa di Maria Assunta tagliata del 60%: da 2500 a 1000 euro. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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