Palazzo dei Priori, si preannuncia una settimana sulle montagne russe per Arena
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VITERBO - La vicenda che si è consumata su Talete lascia strascichi pesanti all'interno del centrodestra locale, almeno nella sua concezione storica. Di fatto si è aperta una crisi che diventa complicato gestire e dagli esiti imprevedibili.

VITERBO – Non sarà una settimana caratterizzata dai sorrisi. A Palazzo dei Priori l’atmosfera è incandescente, tanto che ci si può attendere un colpo di scena da un momento all’altro. La maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Arena rischia di perdersi in un bicchiere d’acqua, o meglio nella società che la gestisce.

La vicenda che si è consumata su Talete lascia strascichi pesanti all’interno del centrodestra locale, almeno nella sua concezione storica. Di fatto si è aperta una crisi che diventa complicato gestire e dagli esiti imprevedibili.

Al centro è lo schiaffone a mano aperta rifilato alla Lega con il rinnovo del cda attraverso un accordo Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd. Uno schiaffo che ha scosso gli animi dei “colonnelli” leghisti sul territorio e che rappresenta anche un segnale di debolezza del Carroccio inviato all’elettorato alla vigilia del voto per l’Europa e in una trentina di comuni della Tuscia. 

Il segnale dato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd è forte e chiaro: “Questi della Lega non sono padrieterni”. E infatti sulla faccenda Talete, a un pugno di giorni dal voto, non hanno toccato palla. Un’azione viterbese di ridimensionamento dei verdi che stanno attraversando anche a livello nazionale un momento non proprio brillante. 

La mossa di Salvini, dal palco di Milano, di invocare la Madonna per la vittoria elettorale ha scatenato contro il Carroccio il mondo cattolico. Una levata d’indignazione imponente che si sta rivelando un grosso boomerang elettorale. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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