
VITERBO – Non sarà una settimana caratterizzata dai sorrisi. A Palazzo dei Priori l’atmosfera è incandescente, tanto che ci si può attendere un colpo di scena da un momento all’altro. La maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Arena rischia di perdersi in un bicchiere d’acqua, o meglio nella società che la gestisce.
La vicenda che si è consumata su Talete lascia strascichi pesanti all’interno del centrodestra locale, almeno nella sua concezione storica. Di fatto si è aperta una crisi che diventa complicato gestire e dagli esiti imprevedibili.
Al centro è lo schiaffone a mano aperta rifilato alla Lega con il rinnovo del cda attraverso un accordo Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd. Uno schiaffo che ha scosso gli animi dei “colonnelli” leghisti sul territorio e che rappresenta anche un segnale di debolezza del Carroccio inviato all’elettorato alla vigilia del voto per l’Europa e in una trentina di comuni della Tuscia.
Il segnale dato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd è forte e chiaro: “Questi della Lega non sono padrieterni”. E infatti sulla faccenda Talete, a un pugno di giorni dal voto, non hanno toccato palla. Un’azione viterbese di ridimensionamento dei verdi che stanno attraversando anche a livello nazionale un momento non proprio brillante.
La mossa di Salvini, dal palco di Milano, di invocare la Madonna per la vittoria elettorale ha scatenato contro il Carroccio il mondo cattolico. Una levata d’indignazione imponente che si sta rivelando un grosso boomerang elettorale.


















