
VITERBO – Palazzo Gentili, l’ipotesi tentata in queste settimane da Romoli di costruire una maggioranza con tutte le forze dentro è bella che saltata. Fratelli d’Italia non ci sta perché sul tavolo non sono state messe le condizioni politiche giuste.
Sarebbe servita almeno la vicepresidenza ai meloniani, su cui però Romoli non ha mostrato intenzione di cedere volendo affidarla al Partito Democratico, con cui ha finora governato l’ente di via Saffi.
Ai “fratelli” non convince neanche l’idea di dare due deleghe a ciascun gruppo, senza fare distinzione di peso. Lo schema iniziale Romoli prevedeva due deleghe a FdI (che ha quattro consiglieri), due al Pd (sempre 4 consiglieri), due a Forza Italia (due consiglieri) e due ai civici (due consiglieri). Una matematica che non ha convinto Fdi, che non entrerà in maggioranza.
Così al presidente non resta che andare avanti con la maggioranza a tre: Pd-Forza Italia e civici di rito frontiniano. Probabilmente venerdì nascerà la nuova maggioranza con l’assegnazione delle deleghe. Una sorta di campo largo in salsa viterbese.


















