Palazzo dei Priori, Perlorca (ex Lega) entra in Fratelli d'Italia
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VITERBO - Per il principio dei vasi comunicanti innescato dalla Delrio il cambio a Palazzo dei Priori si ripercuote anche a Palazzo Gentili dove il gruppo di Fratelli d'Italia sale a tre: Gianluca Grancini, Roberto Camilli e la Perlorca. 

VITERBO – E’ fatta, la notizia del passaggio di Ombretta Perlorca a Fratelli d’Italia è ufficiale. Mercoledì mattina ha diretta interessata ha protocollato la sua adesione al gruppo dei meloniani in sala d’Ercole. Ora manca l’accettazione e FdI torna a sei componenti. 

A inizio di giugno, dopo il defenestramento a freddo del marito Enrico Contardo, Perlorca era uscita dalla Lega. Nel Carroccio era stata eletta nel 2018, risultando anche la più votata tra i candidati sotto il segno di Salvini. Rimasta nel perimetro della maggioranza, con l’annuncio che avrebbe valutato voto dopo voto quanto proposto, ha atteso per compiere un passo che in molti davano per certo da subito.

Segnali in questa direzione li aveva dati lo stesso Contardo, avvistato a iniziative ed eventi di Fratelli d’Italia negli ultimi mesi. Per lui una sorta di casa naturale, essendo proveniente da Alleanza Nazionale. 

Per il principio dei vasi comunicanti innescato dalla Delrio il cambio a Palazzo dei Priori si ripercuote anche a Palazzo Gentili dove il gruppo di Fratelli d’Italia sale a tre: Gianluca Grancini, Roberto Camilli e la Perlorca. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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