
VITERBO – Il giorno della verità per il sindaco Giovanni Arena. La crisi è arrivata al bivio. Il sindaco metterà sul tavolo la quadra immaginata per andare avanti con il mandato e a quel punto tutte le forze della coalizione dovranno scegliere se fare o meno un passo verso il futuro dell’esperienza di governo iniziata nel 2018.
Se la proposta sarà accettata sarà nuovamente formata la giunta. Altrimenti il sindaco rassegnerà le proprie dimissioni, aumentando di fatto lo sprofondo della situazione. A quel punto tutti avranno venti giorni di tempo per tornare a più miti consigli oppure fare gli scatoloni e lasciare Palazzo dei Priori.
L’argomento più spinoso e che Arena non governa direttamente è l’uscita di Forza Italia dal sostegno al presidente della Provincia Pietro Nocchi, espressione del Partito Democratico. Un tema in capo al partito azzurro che rimanda la crisi di Viterbo a un livello più alto di quello comunale e che mette Palazzo dei Priori sotto lo scacco di partite politiche di livello provinciale.
Sullo sfondo anche tutto il giro di consultazioni amministrative che si terranno a ottobre interessando venti comuni del Viterbese. Anche in questo caso il destino del comune capoluogo diventa la mossa con cui si vorrebbe ricompattare il centrodestra in molti comuni. Difficile immaginare che tutti gli attori in campo siano però disposti a fare cadere l’amministrazione davvero. Quanto sta accadendo somiglia molto a una corsa a bordo burrone, vince chi ha i nervi buoni per frenare per ultimo. Però potrebbero finire anche tutti di sotto.


















