Palazzo dei Priori, per Arena è il giorno della verità
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VITERBO - L'argomento più spinoso e che Arena non governa direttamente è l'uscita di Forza Italia dal sostegno al presidente della Provincia Pietro Nocchi, espressione del Partito Democratico. Un tema in capo al partito azzurro che rimanda la crisi di Viterbo a un livello più alto di quello comunale e che mette Palazzo dei Priori sotto lo scacco di partite politiche di livello provinciale. 

VITERBO – Il giorno della verità per il sindaco Giovanni Arena. La crisi è arrivata al bivio. Il sindaco metterà sul tavolo la quadra immaginata per andare avanti con il mandato e a quel punto tutte le forze della coalizione dovranno scegliere se fare o meno un passo verso il futuro dell’esperienza di governo iniziata nel 2018. 

Se la proposta sarà accettata sarà nuovamente formata la giunta. Altrimenti il sindaco rassegnerà le proprie dimissioni, aumentando di fatto lo sprofondo della situazione. A quel punto tutti avranno venti giorni di tempo per tornare a più miti consigli oppure fare gli scatoloni e lasciare Palazzo dei Priori. 

L’argomento più spinoso e che Arena non governa direttamente è l’uscita di Forza Italia dal sostegno al presidente della Provincia Pietro Nocchi, espressione del Partito Democratico. Un tema in capo al partito azzurro che rimanda la crisi di Viterbo a un livello più alto di quello comunale e che mette Palazzo dei Priori sotto lo scacco di partite politiche di livello provinciale. 

Sullo sfondo anche tutto il giro di consultazioni amministrative che si terranno a ottobre interessando venti comuni del Viterbese. Anche in questo caso il destino del comune capoluogo diventa la mossa con cui si vorrebbe ricompattare il centrodestra in molti comuni. Difficile immaginare che tutti gli attori in campo siano però disposti a fare cadere l’amministrazione davvero. Quanto sta accadendo somiglia molto a una corsa a bordo burrone, vince chi ha i nervi buoni per frenare per ultimo. Però potrebbero finire anche tutti di sotto. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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