Palazzo dei Priori, Pd M5S e Forza Civica: "Arena al capolinea, tutti dal notaio prima del 25 luglio e voto in autunno"
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VITERBO - Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Forza Civica insieme per chiedere un gesto di coraggio al consiglio, invitare alle dimissioni di massa dal notaio e mettere così la parola fine all'amministrazione Arena. 

VITERBO – Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Forza Civica insieme per chiedere un gesto di coraggio al consiglio, invitare alle dimissioni di massa dal notaio e mettere così la parola fine all’amministrazione Arena. 

Una scadenza anticipata, questo chiedono e auspicano i consiglieri delle tre forze politiche all’opposizione. Una scadenza con prospettiva di voto anticipato in autunno, dopo un’estate guidata dal commissario prefettizio, per mettere fine a quello che considerano un governo della città scaduto. 

La vicenda Contardo ha dato il “la”. Il polo Pd, M5S e Forza Civica, che si candida di fatto come alternativa di governo per il capoluogo della Tuscia, applica la filosofia delle arti marziali orientali: utilizzare la forza del nemico contro di lui. Così il peso dei nove consiglieri Lega, il maggiore gruppo della maggioranza, e la durezza delle parole messe dagli stessi nero su bianco in questi giorni (parole dove si sostiene che nulla è stato fatto da Contardo) vengono proiettate sul corpo dell’amministrazione Arena. 

Le opposizioni sono d’accordo con la Lega: “niente è stato fatto”. Questo il claim della conferenza stampa tenuta questo martedì pomeriggio in via Cavour. Per cogliere l’obiettivo del voto anticipato serve che Arena vada a casa prima del 25 luglio. Data fissata in agenda da tutti i consiglieri seduti al tavolo del Bistrot del Teatro. Ognuno ha fatto il suo affondo e sottolineato come “Contardo sia solo la punta dell’iceberg di un’amministrazione che non brilla e che non lavora per Viterbo”. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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