Palazzo dei Priori, non siamo fuori dal tunnel. A scontrarsi due modi diversi di stare al mondo e al palazzo
Comune di Viterbo
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E' sempre più chiaro che all'interno della maggioranza ci sono più che due posizioni politiche diverse proprio due modi di essere e di stare al mondo e al palazzo contrapposti.

Crisi di Palazzo dei Priori, nonostante alcuni tentativi di riaccendere la luce rimane buio pesto. Venerdì altro giro importante, in quel della sala conferenze della Provincia di Viterbo, dove è stata convocata per le 17,30 la direzione provinciale estesa a quella comunale.

Era stata annunciata anche la presenza di Lorenzo Guerini, braccio destro di Renzi nel partito nazionale, anche se l’ipotesi sembra sfumare sempre di più ogni minuto che passa. Si rincorrono le voci, le più svariate e in contrapposizione tra loro.

Il giro del sindaco presso i sette consiglieri che gli hanno tolto la fiducia, ormai una sessantina di giorni fa, si è fermato al capogruppo Francesco Serra. L’unica cosa emersa in questi giorni è la forte mobilitazione del segretario provinciale Andrea Egidi che sta cercando di convincere Michelini a ricomporre il quadro dando un segnale ai sette consiglieri.

Il clima è avvelenato e l’aria si fa sempre più irrespirabile. E’ proprio questo rimanere di un clima asfissiante che lascia perplessi su possibilità di ricucitura. E’ sempre più chiaro che all’interno della maggioranza ci sono più che due posizioni politiche diverse proprio due modi di essere e di stare al mondo e al palazzo contrapposti.

Due mondi che inevitabilmente sono alla resa dei conti. Dentro e fuori Palazzo dei Priori, dentro e fuori al Partito Democratico cittadino. Resta solo da vedere chi avrà i nervi più forti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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