Palazzo dei Priori, l'incombenza del rimpasto
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Torna a sussultare il mosto del rimpasto. Il quadro politico è profondamente cambiato in un anno e mezzo e il sindaco ha bisogno di una squadra solida e operativa per cambiare volto alla città.

L’argomento è stato tirato fuori più volte e prontamente cassato dal sindaco Leonardo Michelini, eppure è lì. Sotto la cenere che cova. La maggioranza stessa, al suo interno, è consapevole dell’opportunità di rimescolare le carte e ridare un’ordinata in giunta per affrontare al meglio la sfida della guida della città. Perché a Michelini va riconosciuta tutta la buona fede del mondo, e anche un certo impegno e idee, ma poi tutto sembra guastarsi sulla pista di una squadra che non balla.

Uno dei punti caldi di queste settimana è stato Alessandra Zucchi, assessore prossima a diventare mamma. Dal suo stesso gruppo, ‘Oltre le mura’, hanno posto punti interrogativi sull’opportunità della permanenza in giunta. In suo soccorso è intervenuto lo stesso sindaco ed è tornato il silenzio. Almeno in pubblico, perché in privato i malumori rimangono. L’altro fuoco acceso, su cui il “pompiere” Leonardo ha saputo spruzzare acqua è il caso Moltoni. L’uscita dalla lista del primo cittadino di un ulteriore pezzo non sarebbe stato un bel segnale. Ma c’è chi è pronto a giurare che  Moltoni più che la delega ha problemi a digerire l’attuale configurazione politica. 

C’è poi il caso Sel, che ha manifestato mal di pancia per l’ingresso di Goffredo Taborri nel Nuovo Centro Destra, e la sua scelta di rimanere in maggioranza. Rimanendo su Sel va detto che esprime un assessore che non sembra brillare: Raffaella Valeri. E mentre tutti indicavano la primavera come momento buono per il tagliando, la partita potrebbe essere anticipata. Gli scommettitori quotano tantissimo l’uscita di scena spontanea, per giustificato motivo, dell’assessore Zucchi. E sono pronti a puntare forte sul fatto che sarà proprio questa mossa, che potrebbe arrivare già a novembre, a innescare il tanto sbandierato rimpasto.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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