Palazzo dei Priori, le opposizioni ad Arena: "Stanziamo 2 milioni e mezzo di euro per un grande piano di restauro e musealizzazione"
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VITERBO - C'è anche una cifra precisa indicata e che le minoranze sono pronte a portare in consiglio comunale, all'interno di un preciso ordine del giorno che contiene un programma di reazione al reset Covid-19 sulla città capoluogo. Parliamo di due milioni e mezzo di euro.

VITERBO – Un grande piano di investimenti su Viterbo città turistica, a chiederlo sono il maxi-gruppo di opposizione composto da Pd, forze civiche di area e Movimento Cinque Stelle.

C’è anche una cifra precisa indicata e che le minoranze sono pronte a portare in consiglio comunale, all’interno di un preciso ordine del giorno che contiene un programma di reazione al reset Covid-19 sulla città capoluogo. Parliamo di due milioni e mezzo di euro.

Fondi ritenuti necessari per investire nella riqualificazione e recupero del patrimonio immobiliare a vocazione turistica di Palazzo dei Priori. Nello specifico vengono indicate le azioni di restauro e musealizzazione di tutto il piano nobile: Sala Rossa, Sala d’Ercole, Sala della Madonna, Cappella Palatina. 

La proposta prevede anche la ristrutturazione della ex corte d’assise del tribunale vecchio in piazza Fontana Grande. Previsto anche il completamento del recupero dei portici di Palazzo dei Priori, con la realizzazione del Museo Multimediale della Macchina di Santa Rosa, da affiancare al Museo di Sebastiano del Piombo. Compresa anche la sistemazione e apertura della torre civica. 

Un’operazione che punta a dare alla città dei papi un polo nuovo e forte di attrazione turistica, dalla gestione del quale sarebbe anche possibile generare economie grazie all’introduzione di uno specifico ticket. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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