Palazzo dei Priori, la volata di Chiara Frontini
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VITERBO - Questo scenario è contemplato da tutti e in ogni angolo sembrano condividere una lettura: "Se va al ballottaggio vince". Così, ogni giorno, Frontini coltiva il suo orto di consensi e lo fa con grande presenza e perseveranza. Nessuno come lei sta a contatto, pancia a terra, con la città. 

VITERBO – Una civica che cresce e fa paura ai partiti. Questo è Viterbo2020 di Chiara Frontini. La frammentazione del centrodestra e la candidatura di Luisa Ciambella, che indebolisce quella del candidato Pd, sono carburante per la trentenne che immagina di poter essere sindaco del capoluogo della Tuscia. 

Questo scenario è contemplato da tutti e in ogni angolo sembrano condividere una lettura: “Se va al ballottaggio vince”. Così, ogni giorno, Frontini coltiva il suo orto di consensi e lo fa con grande presenza e perseveranza. Nessuno come lei sta a contatto, pancia a terra, con la città. 

Incontra cittadini a decine, ogni giorno, all’interno di quella che è Casa Viterbo. Fa appuntamenti con le varie categorie produttive della città. Stringe mani di continuo e chi conosce la politica sa quanto sia importante per un candidato sindaco stringere mani. 

Le debolezze dei partiti classici sono serbatoi di consenso per lei e soprattutto il centrodestra, finora, ha fatto il suo gioco perdendosi nei rivoli delle divisioni e nelle contrapposizioni. 

Tanti potevano pensare che questa giovane ragazza questa volta non avrebbe avuto nessuna possibilità e invece più lo scenario si srotola e più sembra possibile una replica di quanto accadde nel 2018 e una Chiara Frontini al ballottaggio diventerebbe per chiunque altro difficilissima da battere. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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