Palazzo dei Priori, la partita nel centrodestra è meno chiusa di quello che si crede
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VITERBO - Vale misurarsi all'ultimo voto su Viterbo mandando in fumo ogni progettualità di più ampio respiro? Se si è stupidi sì. Ecco allora la domanda: gli uomini del centrodestra viterbese sono degli sciocchi? 

VITERBO – I giochi sono belli incartati nel centrodestra ma pensare che siano anche fatti sarebbe un errore grossolano. Qualcuno si è spinto sicuramente troppo in avanti, qualcun altro l’ha permesso per togliersi lui stesso dall’imbarazzo. Alcuni stanno giocando partite private più che di partito, tanto che sono pronti a disobbedire (bisognerà vedere fino a che punto) dalle indicazioni ufficiali. 

Il centrodestra viterbese è un caos e sta ragionando, all’interno di questa sfida delle comunali del capoluogo, senza la minima prospettiva. La logica che imperversa è quella del prevalere e dell’assalto all’arma bianca a Palazzo dei Priori. Quando i tamburi della battaglia, anche quella elettorale, suonano tutti pensano di essere degli eroi. Solo quando arrivano le macerie poi ognuno diventa pronto a riflettere sugli errori. 

Che il centrodestra viterbese possa finire diretto nel baratro è un’ipotesi che sta sul tavolo. Un suicidio collettivo verso l’estinzione può verificarsi. Però sarebbe un errore ritenere che sarà quello lo scenario finale. Da Roma infatti non gradiscono affatto e soprattutto cercano di ricondurre al ragionamento, mostrando una visione più lunga e che arriva alle regionali e alle prossime politiche. Vale misurarsi all’ultimo voto su Viterbo mandando in fumo ogni progettualità di più ampio respiro? Se si è stupidi sì. Ecco allora la domanda: gli uomini del centrodestra viterbese sono degli sciocchi? 

Risponderanno a breve, tra poco capiremo che strada vorranno davvero scegliere. Non arrivare al ballottaggio per nessuno degli aspiranti sindaco di centrodestra sarebbe per tutta l’area una Caporetto. Arrivarci e perdere farebbe poca differenza. Vincere divisi non è ipotesi contemplabile. Soprattutto se la sfidante fosse Chiara Frontini. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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