
VITERBO – I giochi sono belli incartati nel centrodestra ma pensare che siano anche fatti sarebbe un errore grossolano. Qualcuno si è spinto sicuramente troppo in avanti, qualcun altro l’ha permesso per togliersi lui stesso dall’imbarazzo. Alcuni stanno giocando partite private più che di partito, tanto che sono pronti a disobbedire (bisognerà vedere fino a che punto) dalle indicazioni ufficiali.
Il centrodestra viterbese è un caos e sta ragionando, all’interno di questa sfida delle comunali del capoluogo, senza la minima prospettiva. La logica che imperversa è quella del prevalere e dell’assalto all’arma bianca a Palazzo dei Priori. Quando i tamburi della battaglia, anche quella elettorale, suonano tutti pensano di essere degli eroi. Solo quando arrivano le macerie poi ognuno diventa pronto a riflettere sugli errori.
Che il centrodestra viterbese possa finire diretto nel baratro è un’ipotesi che sta sul tavolo. Un suicidio collettivo verso l’estinzione può verificarsi. Però sarebbe un errore ritenere che sarà quello lo scenario finale. Da Roma infatti non gradiscono affatto e soprattutto cercano di ricondurre al ragionamento, mostrando una visione più lunga e che arriva alle regionali e alle prossime politiche. Vale misurarsi all’ultimo voto su Viterbo mandando in fumo ogni progettualità di più ampio respiro? Se si è stupidi sì. Ecco allora la domanda: gli uomini del centrodestra viterbese sono degli sciocchi?
Risponderanno a breve, tra poco capiremo che strada vorranno davvero scegliere. Non arrivare al ballottaggio per nessuno degli aspiranti sindaco di centrodestra sarebbe per tutta l’area una Caporetto. Arrivarci e perdere farebbe poca differenza. Vincere divisi non è ipotesi contemplabile. Soprattutto se la sfidante fosse Chiara Frontini.


















