
VITERBO – Attendere, questa la parola d’ordine dalle parti di Palazzo dei Priori. Le forze politiche e i protagonisti della politica locale sono sospesi in un limbo che guarda al destino della Regione Lazio.
Quello che si attende di sapere è cosa accadrà a Roma. La madre di tutte le situazioni passa per il Quirinale, dove è in gioco la partita importante dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. A seconda di come andranno a finire le cose succederanno fatti nuovi sul fronte del Governo e su quello dell’ente regionale.
Possibile infatti che si verifichino le condizioni di un rimpasto di governo che potrebbero portare via il governatore Nicola Zingaretti, papabile nuovo ministro in un rimpasto orchestrato da Palazzo Chigi. Oppure, anche con il presidente di Regione al suo posto si potrebbe decidere comunque di mettere fine all’esperienza della Pisana per evitare che, andando a scadenza naturale con il Parlamento, chi dovesse rimanere fuori dai giochi delle Camere (dove è operativo il taglio dei parlamentari dalla prossima votazione) potrebbe puntare a continuare la propria sopravvivenza politica in Regione.
Senza capire come andrà a evolvere il quadro romano i viterbesi non possono fare altro che rimanere fermi. Anche perché si potrebbero aprire scenari con alleanze imposte dall’alto e funzionali, anche quelle a livello locali, a determinare quadri di riferimento elettorali.
Così nel capoluogo della Tuscia non c’è grande fermento. Soltanto qualche incontro, qualche tasta. Niente di più.


















