
VITERBO – Con l’archiviazione dell’elezione del presidente della Repubblica, chiusa con l’avvio del secondo mandato per Sergio Mattarella, iniziano le grandi manovre per la campagna elettorale anche di Palazzo dei Priori.
I riflettori viterbesi continuano a essere puntati su Roma, per vedere cosa accadrà adesso sul Governo e sulla Regione Lazio. Il centrodestra è uscito spaccato ma tutte le coalizioni oggi sono a pezzi. Occorre vedere ora come si muoveranno le forze politiche e da lì capire come si adatteranno i partiti e le forze politiche sul territorio.
Le elezioni 2022 sembrano interessate da una forte presenza civica. Oltre all’ormai rodato Viterbo2020 di Chiara Frontini è pronta a scendere in campo la nuova formazione guidata da Giovanni Scuderi, erede designata di quella che era la galassia condensata in passato intorno a Filippo Rossi. Probabile la discesa in campo di Giulio Della Rocca, attivo per la costruzione di una lista.
Possibile anche l’arrivo di Vittorio Sgarbi con la sua Rinascimento. Ma la vera cosa interessante sarà vedere come si posizioneranno i partiti classici. Non proprio scontata la costruzione di un listone Pd – Movimento Cinque Stelle. E bisognerà capire che posizione prenderà la componente dem fioroniana.
L’incognita più grande è rappresentata da Forza Italia. Spaccata nell’anima destra e in quella sinistra. La domanda delle domande è: ci sarà il simboli dei berluscones sulla scheda elettorale per le comunali? Non è scontato, anzi.
L’alleanza di centrodestra, andata in frantumi nell’era Arena, sarà imposta da Roma, generando un listone di fuoriusciti di peso dalle file azzurre, oppure salterà davvero riducendosi al tandem Lega – Fratelli d’Italia? Quanto peserà su questa prospettiva quanto accaduto con l’elezione del presidente della Repubblica?
Sono queste le domande su cui, nelle settimane che abbiamo davanti, si andranno a comporre le risposte. La campagna elettorale abbia inizio.


















