
VITERBO – Vi ricordate il Pd che candidò a Palazzo dei Priori un signore che risponde al nome di Ugo Sposetti? Se la memoria non ci inganna prese al primo turno circa il 35% dei consensi. Un risultato oggi difficilmente immaginabile per gli attuali democrat. Di acqua sotto i ponti ne è passata, tanta.
Oggi, anno di grazia 2022, quel partito è un’altra cosa e possiamo assistere a una divisione su tre fronti diversi. Il Partito Democratico è di fatto nelle mani di Enrico Panunzi, al secolo consigliere regionale. E la forma di triade, che aveva avuto per anni, e che suonava così: Fioroni, Sposetti, Parroncini; non esiste più. Questo non significa che quei tre mondi si siano estinti, anzi. In maniera più o meno ridimensionata continuano a vivere, solo che sono diventati altro.
Non sarà passato inosservato che tale Luisa Ciambella ha deciso di candidarsi a sindaco di Viterbo alla guida di due civiche. Così come che dentro al fenomeno frontiniano siano vivi e vegeti pezzi del mondo parronciniano. Così rispetto alle elezioni in cui i dem candidarono compatti Sposetti arriviamo a oggi con pezzi di quel mondo che, in qualche modo, lavorano in contrapposizione e per smontare una possibile affermazione del Pd.


















