
VITERBO – Si riparte dal via. Nel grande Monopoli di Palazzo dei Priori il sindaco Arena pesca la carta “imprevisto” e dopo un po’ di triboli vari, smaltiti col sorriso e con tante bracciate nelle acque del litorale viterbese, tutto torna come prima.
La crisi è congelata. Sono bastati un paio d’incontri con i riferimenti dei gruppi che compongono la maggioranza e il disinnesco della bomba Civita Castellana. Questo secondo intervento, provvidenziale per il centrodestra locale, è stato operato direttamente nelle alte sfere con la sigla del patto anti inciucio firmato da Salvini, Meloni, Berlusconi.
Da Roma quindi il messaggio distensivo: “Boni, state boni. Dobbiamo dare idea di compattezza”. E così fu. Con l’immagine dei rampolli della nuova politica di Civita Castellana mentre convergono nell’alleanza a sostegno di Giampieri Junior. A quel punto gli ufficiali di rango della politica viterbese hanno a loro volta dato segnali distensivi e questo è valso a tutti i livelli, Viterbo compreso.
Unica via d’uscita fermare il tritacarne da cui sarebbe dovuto venire fuori un rimpasto e così è stato. A questo punto un po’ di maquillage sull’agenda per la città. I soliti banali ingredienti ripetuti all’opinione pubblica con lo stupore delle novità e la ruota continua a girare. Sceneggiatura a cura di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, noto al grande pubblico per Il Gattopardo.


















