
VITERBO – Se tuona da qualche parte piove. I proverbi tendenzialmente raccontano la verità. Di tuoni in questi ultimi cinque mesi i viterbesi ne hanno sentiti parecchi. Abbiamo tutti nelle orecchie i rombi ma della tanto fine dell’amministrazione Frontini, sbandierata ai quattro venti, non se ne ha riscontro nei fatti.
Era dicembre, mancavano pochi giorni a Natale, quando si tenne un consiglio comunale “anomalo”. Era in discussione il bilancio, atto fondamentale dell’amministrazione comunale, e in diversi notarono la presenza a Palazzo dei Priori di “vecchie volpi” della politica assenti da parecchio. Cosa staranno facendo? Si domandarono in molti. Poi il colpo di scena dell’uscita di maggioranza di Bruzziches. Probabilmente si pensava che il gesto e le dichiarazioni avrebbero sfarinato l’inesperta maggioranza, con altri consiglieri pronti a scandalizzarsi di quanto detto e a uscire dalle fila frontiniane. Niente però accadde.
Poi un’escalation di dichiarazioni, di stimoli. Ma a diversi mesi quello che si sta sfarinando sembra essere il fronte anti-frontiniano. La prova plastica si è avuta sulla mozione di sfiducia, che non ha neppure raggiunto il numero per essere portata in aula. Una prova di debolezza del fronte anti sindaca che tradisce un autoinganno degli stessi promotori nella lettura politica del momento.
Allo stato attuale, lasciando al suo corso le vicende giudiziarie che interessano la coppia Cavini-Frontini, accusata da Bruzziches dopo una cena con tanto di registrazioni portate in Procura dal consigliere passato in minoranza, l’unica arma per la distruzione della maggioranza rimane la “questione morale”. In pratica il fronte anti-frontini, sconfitto sul piano politico, può soltanto sperare di agitare la questione morale per convincere altri consiglieri di maggioranza ad abbandonare il progetto politico per cui sono stati eletti.
Ma, al di là delle chiacchiere da bar, la maggioranza tiene e anzi si sta assistendo a un arroccamento dei consiglieri stessi intorno alla sindaca. A maggior ragione adesso che la gestione amministrativa sta entrando a pieni giri e sta iniziando una risoluzione di problemi spicci come le tanto attese asfaltature delle strade, il bando di gara per il servizio di nettezza urbana e anche la programmazione di eventi e iniziative nel centro storico. Riducendo lo spazio possibile di critica da parte dei cittadini, che potrebbe innervosire i consiglieri, di fatto l’attuale amministrazione sta rafforzando se stessa.
Ma c’è di più. L’insistenza con cui viene battuto il tasto della questione morale, come se ci fosse qualcuno che possa dare patenti di moralità ad altri ed esistesse un comportamento etico scorretto nel rimanere in maggioranza, sta infastidendo parecchio e generando un effetto di reazione da parte dei consiglieri di maggioranza opposto a quello sperato dagli agitatori.
Tuona parecchio è vero, ma piove non là dove il fronte anti – Frontini vorrebbe bensì sulla testa degli stessi agitatori. L’unica speranza per questi ultimi rimane la Procura, che però agisce sempre nell’oggettività delle cose e difficilmente si lascia tirare per la giacchetta. Anzi…
E in aggiunta c’è un secondo tavolo da gioco che si è aperto e che va a rafforzare l’amministrazione viterbese: quello di Palazzo Gentili. Due consiglieri civici in una situazione senza maggioranza schiacciante per Romoli, sia che decidesse virate a destra o a sinistra, possono sempre fare comodo. E pure se i frontiniani difficilmente passeranno apertamente in maggioranza in Provincia potrebbero beneficiare di un non belligeranza ricambiata da un consigliere di Forza Italia e da 4 del Pd se Romoli decidesse di replicare il vecchio schema che lo portò al trionfo sul candidato del centrodestra Giulivi.


















