
VITERBO – Voto disgiunto, seguendo quanto sta accadendo dietro le quinte di questa campagna elettorale ne dovremmo trovare una marea al momento dello scrutinio dei seggi.
In molti non sanno neppure di cosa si tratta e questo la dice lunga su molti movimenti. In pratica si tratta di un’azione di voto che permette di esprimere una preferenza per un candidato consigliere qualsiasi tra i mille in gara e un sindaco diverso da quello sostenuto dal consigliere.
Per fare un esempio è tecnicamente possibile votare un consigliere nelle liste del candidato sindaco Giovanni Scuderi e contestualmente come sindaco Marco Cardona.
Il problema è che il meccanismo è semisconosciuto alla massa di persone e comunque non così immediato di comprensione. Il rischio concreto è quello di sbagliare e quindi vedersi annullata la scheda con il risultato che né la preferenza al consigliere né quella al sindaco possano essere conteggiate.
Il meccanismo diventa particolarmente deleterio se si pensa di replicarlo su larga scala e fare un qualche giochetto della politica. Potrebbero essere tentati da questo tipo di pratica forze che hanno paura di perdere al ballottaggio con un preciso candidato e, sicuri di un proprio largo consenso al primo turno, possono decidere di dirottare una parte dei voti controllati su un candidato sindaco “gradito” come avversario al ballottaggio, pur mantenendo i voti per i propri consiglieri.
Roba da apprendisti stregoni, insomma. Eppure qualcosa si muove in questa direzione.


















