Palazzo dei Priori, Frontini al lavoro sulla giunta
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VITERBO - Chiara Frontini alle prese con il disegno della squadra di governo della città. Il nuovo sindaco ha preso possesso del suo ufficio, scegliendo la sala che fu di Gabbianelli e Marini all'interno del Palazzo del Podestà, e sta facendo tutte le riflessioni del caso per non sbagliare l'importante mossa d'esordio. 

VITERBO – Chiara Frontini alle prese con il disegno della squadra di governo della città. Il nuovo sindaco ha preso possesso del suo ufficio, scegliendo la sala che fu di Gabbianelli e Marini all’interno del Palazzo del Podestà, e sta facendo tutte le riflessioni del caso per non sbagliare l’importante mossa d’esordio. 

Il ragionamento è che un po’ di tempo in più di attesa, per fare tutte le riflessioni del caso e scegliere la migliore opzione possibile, possa essere ripagato da una maggiore fluidità dell’azione amministrativa che dovrà seguire. Tecnicamente ha tempo fino al prossimo 10 luglio, giorno fissato per il primo consiglio comunale dell’era Frontini.

Data per certa la presenza in giunta dei civici della prima ora: Alfonso Antoniozzi, Patrizia Notaristefano (la più votata) e Letizia Chiatti (quest’ultima potrebbe anche andare alla presidenza del consiglio, dove circola anche il nome di Marco Ciorba). In pole anche l’architetto Emanuele Aronne, papabile all’Urbanistica e Umberto di Fusco (secondo dei più votati e per il quale si parla delle deleghe al Turismo e al Centro Storico). Si fa anche il nome di Melania Perazzini, eletta nella lista ‘La Tuscia nel Cuore’. 

Si parla poi di tecnici esterni alla guida di assessorati chiave come Bilancio, Sviluppo Economico, Lavori Pubblici e un nuovo assessorato che sarà chiamato Assessorato alla Sburocratizzazione. A Vittorio Sgarbi dovrebbe andare l’assessorato alla Bellezza. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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