Palazzo dei Priori, entro il 2023 un Piano di recupero del centro storico
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VITERBO - L'amministrazione Frontini pronta a mettere al bando cavi penzolanti, vasi di plastica e brutture estetiche dalle facciate di case e palazzi.

VITERBO – Un Piano per il recupero del centro negli obiettivi dell’amministrazione Frontini per il 2023. Messa al bando di cavi penzolanti, finestre in pvc bianche su muri in peperino e portoni e inferriate a fantasia libera. 

“Si tratta – spiega il primo cittadino – di un obiettivo strategico in capo all’Assessorato alla qualità degli spazi urbani guidato da Emanuele Aronne. La predisposizione dello studio e dei relativi documenti sarà completa entro il 2023 e quindi avremo il resto del mandato per lavorarci in maniera sistematica e puntuale.

Tutto il centro storico seguirà nei prossimi anni un piano di riqualificazione che opererà sul decoro in maniera urgente e programmata. Questo significa eliminazione dei cavi penzolanti o a vista, laddove possibile, utilizzo di vasi in terracotta all’esterno delle attività o nelle vie, insegne in ferro battuto uguali per le attività commerciali a prezzi agevolati per gli esercenti”.

“Intervenire sul decoro del centro, migliorare l’aspetto in modo particolare delle aree turisticamente più significative, penso a San Pellegrino, significa creare i presupposti esterni per poter investire al suo interno, pensando a un piano di agevolazioni per chi sceglie di farlo”. Continua il sindaco Frontini.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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