Palazzo dei Priori e il mistero del cabreo scomparso. L'assessore al Patrimonio Barbieri ha aperto la caccia
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VITERBO - In gergo viene chiamato cabreo e nella sostanza non è altro che un inventario. Bene a Palazzo dei Priori non c'è un simile documento o almeno non si riesce a trovarlo. 

VITERBO – Ogni ente ha il suo elenco dei beni posseduti o almeno dovrebbe averlo. In gergo viene chiamato cabreo e nella sostanza non è altro che un inventario. Bene a Palazzo dei Priori non c’è un simile documento o almeno non si riesce a trovarlo. 

Lo sta cercando in ogni angolo l’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri, che ne avrebbe grande bisogno per portare avanti quel grande lavoro di sistemazione dei beni comunali che si è messo in testa. “Il cabreo non c’è ai Lavori Pubblici, non c’è all’Urbanistica – così Barbieri -. Eppure da quello che mi risulta dovrebbe essere stato commissionato dall’ex assessore Saraconi. Se non viene fuori dobbiamo rifarlo, è il punto di partenza. Dobbiamo mettere a frutto il patrimonio, fondamentale in un momento come questo”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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