
Bilancio, il giorno delle verità. Oggi pomeriggio il documento di previsione 2015 arriva in consiglio comunale e al di là delle questioni tecniche, dei contenuti, la questione spinosa è la tenuta della maggioranza.
Il clima non è dei migliori. Il consigliere numero 20 e quello numero 21 della maggioranza, al secolo Francesco Moltoni e Sergio Insogna, non sembrano proprio condividere quanto accaduto negli ultimi mesi.
Stesso discorso vale per Marco Volpi, a cui non piace il modo con cui si sta affrontando la delicata questione del bilancio, e ieri si è astenuto nella votazione sulle tariffe delle mense scolastiche. Ma c’è anche dell’altro, a buttare ulteriore benzina sul fuoco ci hanno pensato quattro consiglieri: Paolo Moricoli, Christian Scorsi, Maria Rita De Alexandris e Daniela Bizzarri; che hanno firmato una nota di fuoco dove pongono il punto interrogativo sulla permanenza del consigliere astenuto in maggioranza.
La sua decisione in seconda commissione, che di fatto ha mandato sotto la maggioranza, brucia fortemente. Anche la riunione dei Moderati e Riformisti, esistenti nella sostanza ma non nella forma a Palazzo dei Priroi, ha creato ulteriori tensioni. Non l’ha infatti presa bene il capogruppo del Pd Francesco Serra.
La situazione che si ripropone è quella della contrapposizione tra i “fioroniani”, che qualcuno già chiama “il partito di Fioroni”, e i “serra panunziani”. Il primo gruppo conta 12 consiglieri (i 5 popolari del Pd, i due di Viva Viterbo, i 3 rimasti in Oltre le mura, Paolo Moricoli e Livio Treta). Il secondo conta 7 consiglieri Pd e Insogna più Moltoni.
Se le due “famiglie” arrivassero allo scontro, non riuscendo a trovare una sintesi, la maggioranza non avrebbe più i numeri. L’amministrazione Michelini è di fatto a un bivio. Il morale è bassissimo e ormai manca la fiducia reciproca tra i consiglieri. In questo scenario spunta anche una voce, per come sono le cose in realtà poco credibile attualmente, che vorrebbe scendere in campo quello che viene chiamato “il sostegno azzurro”.
Una prospettiva che vorrebbe un mega rimpastone tra i moderati e almeno un pezzo di minoranza per arrivare fino a primavera prossima e votare. Un modo per evitare il commissariamento che la rottura all’interno dell’attuale maggioranza farebbe scattare.
Ma tutto questo, ancora oggi, è fantascienza. Domani si vedrà.


















