Palazzo dei Priori, è crisi anche all'interno degli uffici
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In particolare risultano critiche le condizioni di funzionamento degli uffici ai lavori pubblici, ai tributi, alla polizia locale, e da ultimo, all’anagrafe.

Palazzo dei Priori, una macchina in difficoltà. Da più parti si levano lamentele di una crisi funzionale all’interno del Comune di Viterbo.

La questione è stata più volte sollevata dai consiglieri di opposizione e questa mattina in seconda commissione la problematica è stata in qualche modo posta anche dal dirigente Manetti.
Sulle criticità è intervenuto in queste ore anche il segretario territoriale responsabile Enti locali della Uil Fpl Viterbo Lucio Corbucci. “Siamo fortemente preoccupati della situazione in cui si trova a operare il personale del comune di Viterbo”, il grido d’allarme del sindacalista.

Lo stesso rende noto che più volte è sono state segnalate le difficoltà che incontrano i dipendenti dei vari uffici e servizi nell’espletamento delle incombenze loro assegnate.
 
“Ciò è causato – spiega il sindacato -, in parte da una ormai cronica carenza di personale, di cui non è certamente responsabile l’amministrazione, in parte, d’altro canto, dall’utilizzo e allocazione delle risorse umane che suscita a questa organizzazione sindacale molte perplessità sotto il profilo della ragionevolezza e funzionalità”.

L’accusa è di assistere sempre più spesso ad assegnazioni e spostamenti di dipendenti che non sempre trovano giustificazioni organizzative, ma sembrano dettati da logiche incomprensibili.
“Avevamo accolto con favore l’iniziativa dell’assessore al Personale Barelli di attivazione di un tavolo di confronto per fare emergere le problematiche di ogni singolo Settore. Negli incontri finora effettuati sono state portate all’attenzione dell’amministrazione tutta una serie di criticità che, a nostro avviso, a tutt’oggi non hanno trovato soluzione, anzi, in alcuni casi si sono maggiormente complicate – spiega Corbucci -.

In particolare, le condizioni ai lavori pubblici, ai tributi, alla polizia locale, e da ultimo, all’anagrafe. La cosa non è oltremodo tollerabile, i lavoratori rischiano di dover rispondere personalmente di possibili inefficienze che questa situazione può causare. Riteniamo che l’amministrazione debba adottare tutti i necessari provvedimenti al fine di porre rimedio a quanto sopra denunciato, con riserva, da parte nostra, di tutte le iniziative a tutela dei lavoratori”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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