Palazzo dei Priori e comunicazione web, questa sconosciuta per gli otto candidati sindaco
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VITERBO - La sensazione è un po' di trovarsi a Frittole, sotto la grande quercia di 'Non ci resta che piangere' con Troisi e Benigni. 

VITERBO – Non doveva essere molto diversa una campagna elettorale dell’ultimo dopoguerra da quella che stiamo vivendo nel capoluogo della Tuscia nell’anno del Signore 2022. La sensazione è un po’ di trovarsi a Frittole, sotto la grande quercia di ‘Non ci resta che piangere’ con Troisi e Benigni. 

Nei giorni in cui il presidente ucraino Zelensky straccia con la comunicazione l’uomo del KGB Putin, e lo fa non con la televisione ma con internet, nel capoluogo della Tuscia si rimane fuori dal tempo. 

I candidati sindaco, che si sfidano per Palazzo dei Priori, usano con la mano sinistra le potenzialità del web e dei social in maniera più specifica. Non comprendono che attraverso questi canali potrebbero spostare diversi punti percentuali di consenso e fare la differenza. Assistiamo a campagne elettorali “fatte in casa” e si vede. Nessuno buca l’attenzione, nessuno riesce a fare passare la propria identità e meno ancora l’idea di città che ha in mente. 

La prova più schiacciante della scarsa cultura e consapevolezza di questi mezzi e della loro importanza è data dai like e dalle condizioni dei post. Candidati che hanno centinaia di consiglieri nelle liste hanno numeri di condivisione dei post che si contano spesso su una mano. Pensare che questi signori vogliano governare la città qualche problema e imbarazzo lo crea. Come pensano di sollevare Viterbo? Come immaginano di rilanciarla visto che oggi dimostrano conoscenza zero del nuovo mondo? 

Assurdo come assurdo sarebbe qualcuno che volesse governare l’Italia ritenendo che non si possano superare le colonne d’Ercole. Visione del mondo piccola piccola, per una città della stessa dimensione della visione. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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