Palazzo dei Priori dice no a Viterbo in Fiore. I rischi di amministrare un territorio come si farebbe con una "bottega norcina"
san pellegrino in fiore
lafune_800 x 120
VITERBO - Qualsiasi professore di economica insegna ai suoi studenti, e in genere anche quelli meno bravi lo ricordano, che i conti vanno fatti sempre tutti. Quanto costa perdere un'edizione di Viterbo in Fiore? Quanto costa stoppare un brand locale? Forse occorre un cambio di mentalità capace di uscire fuori dallo straprovincialismo che porta a gestire gli enti pubblici che governano il territorio come botteghe norcine, con tutto il rispetto per i norcini. 

VITERBO – Palazzo dei Priori sarebbe intenzionato, salvo retromarce auspicabili, a non realizzare l’edizione 2023 di Viterbo in Fiore. Una mossa “particolare” per chi parla spesso e volentieri di sviluppo turistico della città dei papi. 

Secondo quanto dichiarato dall’assessore al Marketing Territoriale Silvio Franco non ci sarebbero “né denari né i tempi giusti”. Una posizione che ha fatto cadere dalla sedia in parecchi e che è destinata a fare parecchio rumore e egemonizzare il dibattito locale dei prossimi giorni. 

Intanto ci sarebbe l’intenzione di un nutrito gruppo di privati, interessati alla vitalità del centro storico, di dare vita a una manifestazione sostitutiva dal titolo ‘Viterbo in Festa’. Azione lodevole ma la politica farebbe bene a governare lo spontaneismo e incanalarlo su situazioni davvero utili al territorio. Perdere un brand consolidato come quello di San Pellegrino in Fiore o Viterbo in Fiore rischia di essere un’azione molto costosa. Perché non si spendono soldi solo quando questi vengono tirati fuori fisicamente dai “forzieri” di via Ascenzi uno ma anche quando si mandano alle ortiche realtà che un valore ce l’hanno. 

Qualsiasi professore di economica insegna ai suoi studenti, e in genere anche quelli meno bravi lo ricordano, che i conti vanno fatti sempre tutti. Quanto costa perdere un’edizione di Viterbo in Fiore? Quanto costa stoppare un brand locale? Forse occorre un cambio di mentalità capace di uscire fuori dallo straprovincialismo che porta a gestire gli enti pubblici che governano il territorio come botteghe norcine, con tutto il rispetto per i norcini. 

 

aiac_banner_02
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
POST FB 01
monastero interno
domenicale post
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
Onda
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center