Palazzo dei Priori, consiglieri scontenti di Arena ma partiti frenano
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VITERBO - A tenere in piedi la situazione sono solo i partiti e le loro valutazioni. Il ragionamento dei partiti è questo: alla prima situazione buona tirare giù tutto. E i maghi prevedono che la possibile "finestra buona" dovrebbe aprirsi a gennaio: caduta del governo, della Regione e quindi dell'amministrazione nel capoluogo. 

VITERBO – L’amministrazione Arena va avanti in maniera sempre meno entusiasmante per gli stessi uomini della maggioranza (una buona parte). Il caso Contardo e le turbolenze in casa Lega hanno accesso l’animo di chi vorrebbe scrivere la parola fine a questa esperienza. E la settimana scorsa è stata caratterizzata da una serie di riunioni e incontri interni ai vari gruppi di maggioranza. Confronti dove è stata certificata una cosa: c’è un numero considerevole di consiglieri, quanti basterebbero per tirare giù tutto, che sono stanchi e insoddisfatti. 

La fotografia che tutti i gruppi hanno registrato è quella di un’amministrazione immobile, ferma e senza visione. Tutte valutazioni incoffessabili pubblicamente e bisbigliate sottovoce ma reali. Il motivo per cui il rimpasto non c’è stato e la quadra sulla nuova giunta è stata trovata con una ridistribuzione del maxi potere che fu di Contardo tra gli assessori leghisti è proprio questo senso dell’inutilità che attanaglia molti. 

A tenere in piedi la situazione sono solo i partiti e le loro valutazioni. Il ragionamento dei partiti è questo: alla prima situazione buona tirare giù tutto. E i maghi prevedono che la possibile “finestra buona” dovrebbe aprirsi a gennaio: caduta del governo, della Regione e quindi dell’amministrazione nel capoluogo. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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