Palazzo dei Priori, cambiano i rapporti di forza nel Pd. I "fioroniani" diventano minoranza
presidenza consiglio comunale
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Serra è ormai bello che cotto nella sua scalata alla presidenza del consiglio comunale, ma tutto questo rischia di avere serie ripercussioni. E' infatti nata una nuova cordata di maggioranza nel gruppo comunale, che ha relegato al ruolo di minoranza i "fioroniani" e sarebbero pronti a chiedere tutta una serie di verifiche sui posti chiave dell'amministrazione.

Resa dei conti dentro al Partito Democratico, cambiano gli equilibri interni e il tutto rischia di avere ulteriori ripercussioni sull’attuale assetto di Palazzo dei Priori. La maggioranza di Leonardo Michelini è divisa di brutto e il non riuscire a quadrare sul presidente del consiglio è solo il sintomo della malattia. Al di là della contrapposizione tra Partito Democratico e civici c’è dell’altro. Ancora nessuno infatti ha posto l’attenzione su quello che sta accadendo in casa Partito Democratico. Qui infatti sembra proprio che siano cambiate le dinamiche politiche.

A farcelo balzare all’occhio le indiscrezioni sulla riunione dei democratici di lunedì pomeriggio. In particolare il voto sull’ipotesi Rossi bis, che si sarebbe conclusa con una bocciatura di 8 a 4. E chi sono i 4? Tutti di area fioroniana. Avete capito bene, sembrerebbe proprio che i “fioroniani”, che fino a oggi sono apparsi i signori incontrastati di Palazzo dei Priori, andando a prendere tanti ruoli chiave, si siano ritrovati minoranza. Il tutto per il venir meno dell’alleanza con il gruppo di Francesco Serra.

E sempre secondo indiscrezioni sarebbe stata proprio questa nuova cordata, che vede insieme “serriani”, “panunziani” e la “sposettiana” Melissa Mongiardo, intenzionata a mettere i puntini sulle “i” e voler rivedere tante cose sui posizionamenti in essere all’interno dell’attuale maggioranza. Insomma Serra sarà stato anche “sconfitto” nella sua scalata alla presidenza del consiglio ma tutto questo rischia di avere ripercussioni profonde e forse inaspettate.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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