Palazzo dei Priori, Bruzziches ricostituisce Viterbo Cambia e chiama a raccolta gli scontenti della maggioranza
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VITERBO - Il primo nome a cui si è rivolto il consigliere è stato quello di Letizia Chiatti. Al momento però quest'ultima non è ancora passata all'opposizione, anche se sarà questione di poco.

VITERBO – Il capitano di una possibile crisi di maggioranza a Palazzo dei Priori è Marco Bruzziches. Fascia che si è messo in chiusura d’anno, nelle sedute di discussione del bilancio di previsione 2024. Lui, che era confluito dove l’elezione nel gruppo Viterbo2020, vuole ricostituire il gruppo con cui è stato eletto Viterbo Cambia e una volta realizzata questa nuova isola chiamare a raccolta gli scontenti della maggioranza. 

Il primo nome a cui si è rivolto il consigliere è stato quello di Letizia Chiatti. Al momento però quest’ultima non è ancora passata all’opposizione, anche se sarà questione di poco. Forse per effettuare il transito attende la rinascita del gruppo voluto da Bruzziches. 

Quello che al momento non è chiaro è se si tratti di un’azione individuale o all’orizzonte ci saranno altri cambi di casacca e di schieramento. La sensazione di chi un po’ di politica l’ha masticata è che l’azione messa in atto sia stata una sorta di “congiura politica” finita male. 

Anche a giudicare dalla presenza in sala d’Ercole e nei corridoi di Palazzo dei Priori, proprio nel giorno della mossa di Bruzziches, di vecchie volpi della politica locale. Pensavano di fare cadere l’amministrazione? Come? Cosa è andato storto? Chi ha raccontato una realtà politica che poi non si è materializzata nella realtà?

Ora non resta che attendere che la mossa di Bruzziches si concretizzi con la costituzione di Viterbo Cambia. A quel punto se ci sono transfughi in agguato dovranno materializzarsi. Poi c’è tutto il capitolo delle dichiarazioni, pesantissime, del consigliere uscito. Ha parlato di minacce alla sua persona e alla sua famiglia. Anche su quello tutti attendono di sapere.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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