Palazzo dei Priori apre la partita della successione a Letizia Chiatti sulla presidenza, il favorito è Marco Ciorba
Ciorba
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VITERBO -I bene informati parlano anche di una sindaca Frontini impegnata in queste ore nel raccontare a tutti i suoi la storia di Ulisse che si fece legare all'albero maestro della nave per ascoltare il canto delle sirene evitando di seguire le loro tentazioni. Tentazioni che avevano un solo obiettivo: sfracellare la nave e tutti i naviganti. 

VITERBO – Questo martedì pomeriggio si gioca in sala d’Ercole la partita per il successore di Letizia Chiatti alla presidenza del consiglio. Il favorito è Marco Ciorba e l’opportunità politica del patto civico è una soltanto: andare compatti su di lui. Al netto dei canti delle sirene che, augurandosi un naufragio di Frontini e di tutti i suoi “argonauti”, cercano di sedurre e costruire letture della realtà utili al boicottaggio dell’operazione i giochi infatti sono già decisi. 

La staffetta Chiatti-Ciorba sarebbe stata, dicono i conoscitori dei segreti del Palazzo, concordata già allo start. Il passo indietro della Chiatti è semplicemente arrivato con un qualche anticipo, non gli iniziali due anni e mezzo ma dopo un solo anno. Chiatti, frontiniana di ferro e della prima ora, ha optato per un’uscita anticipata ma questo non ha alcuna ragione di rimettere in discussione un patto preesistente. Tanto meno che la stessa Chiatti non ha mai dichiarato nulla in questa direzione e ha preferito parlare poco perché evidentemente aveva poco da dire, se non ribadire la fiducia alla sindaco e alla propria maggioranza. 

Il ruolo di presidente del consiglio è sicuramente piuttosto delicato. Garante della dignità e dello spazio di manovra di ogni consigliere, sia questo di maggioranza e d’opposizione, ma anche capace di non andare contro alla propria maggioranza. Un incarico con forti pressioni, per il quale è sicuramente utile esperienza. E Ciorba anche su questo tasto ha dalla sua un precedente nell’amministrazione Frontini, anche lì da civico come eletto in Oltre le Mura. Figura trasversale, attenta ai temi del sociale, vicino a molte realtà che operano quotidianamente sul territorio e dotato di un senso pratico che può risultare utile nella gestione dell’assemblea cittadina Ciorba è effettivamente, considerata la poca esperienza degli altri componenti della maggioranza, destinato ad avere la strada spianata nella votazione.

Difficilmente infatti i consiglieri frontiniani avranno la poca intelligenza di aprire una questione sul rinnovo della presidenza, scoprendo il fianco a settimane di “insugamenti” contro l’amministrazione Frontini sulla stampa locale e sui social. Anche perché prendere questa corrente porterebbe tutti di molto lontano da quello che dovrebbe essere il primo obiettivo di un civico: pensare alla città. Tradendo quindi per ragioni di vanità politica e vecchie logiche di fazione, che tanti mali hanno prodotto a Viterbo, uno spirito di servizio che è stato il cavallo di battaglia di tutti gli attuali componenti di maggioranza durante la recente campagna elettorale. 

I bene informati parlano anche di una sindaca Frontini impegnata in queste ore nel raccontare a tutti i suoi la storia di Ulisse che si fece legare all’albero maestro della nave per ascoltare il canto delle sirene evitando di seguire le loro tentazioni. Tentazioni che avevano un solo obiettivo: sfracellare la nave e tutti i naviganti. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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