Palazzo dei Priori, al capolinea tutte le partecipate. Rimarranno solo Francigena e Talete
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VITERBO - Il 2021 sarà l'ultimo anno di vita per tante società, alcune in liquidazione anche da più di un decennio.

VITERBO – Palazzo dei Priori arriva a un punto importante di semplificazione del proprio portafoglio di società partecipate. Il 2021 sarà l’ultimo anno di vita per tante società, alcune in liquidazione anche da più di un decennio. Capolinea per i mammut Robur e Cev, rimarrano solo Francigena, Talete e Siit. Quest’ultima sarà poi chiusa nel 2022. 

A marzo l’uscita del Comune di Viterbo da Interporto di Orte. Fine per la Società Consortile Mista, in liquidazione da anni. L’amministrazione Arena è riuscita a costruire la strada per chiudere le ultime pendenze e a troncare la storia. Era stata costituita nel lontano 1989 per dare vita all’insediamento artigianale del Poggino. A bloccarne la chiusura una vicenda fatta di qualche decina di posti auto rimasti in proprietà e difficili da piazzare sul mercato. Alla fine è stata fatta una donazione dalla Società al Comune che li contrassegnerà a strisce bianche, destinandoli quindi alla sosta gratuita. Chiude anche la Società Agroalimentare, costituita da Comune, Provincia e Camera di Commercio. Doveva animare la Fiera di Viterbo ma da un decennio era finita lei stessa in rianimazione essendo stata messa in liquidazione dal 2011.

Il Comune è arrivato a un accordo per chiudere l’ultima causa pendente sul Cev e sono stati stralciati debiti per circa 100mila euro. Questo libera il campo all’archiviazione della società, in liquidazione dal 2008. Ultimo respiro per Robur spa, antenata di Talete per il Comune di Viterbo. Risulta in liquidazione dal 2007, quattordici anni di nulla. Solo il 4 giugno 2020 si è arrivati a un risolutivo accordo tra Robur e Talete su tutta una complessa partita di debiti e crediti tra le due realtà. L’accordo transattivo firmato la scorsa estate permette quindi la chiusura entro l’anno.

SIIT resta in piedi a tempo fino al prossimo anno. Deve infatti attendere di ultimare i pagamenti rateali di un debito contratto diversi anni fa con Cassa Depositi e Prestiti. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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