Palazzo degli Alessandri, l'occasione mancata per una città d'arte e di cultura
Palazzo degli Alessandri
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Servirebbe un coordinamento Comune-Provincia per sistemare questa criticità e liberare una risorsa dalla polvere. Chissà se il presidente Romoli e la sindaca Frontini riusciranno a concretizzare una mossa scontata ma mai tentata da nessuno dei rispettivi predecessori?

VITERBO – C’è una verità che in troppi sembrano ignorare: una città d’arte, cultura e turismo ha bisogno dei giusti spazi per esistere. Il turismo ha bisogno di “permanenza” per essere davvero redditizio e questa si costruisce offrendo occasioni di visita, incontro, conoscenza. L’arte e la cultura giocano quindi un ruolo strategico nella costruzione della città turistica. E per farlo hanno bisogno di risorse ma anche di luoghi dove vivere. 

Nella città dei papi c’è una certa resistenza  a capire che è necessario potenziare l’offerta di visita, soprattutto nei luoghi naturali dell’interesse turistico. Certo è che San Pellegrino è uno di questi luoghi, peccato che non offra molto e che anche posti che potrebbero giocare un ruolo importante rimangono serrati. E’ il caso di Palazzo degli Alessandri. Siamo nel cuore del quartiere medievale e stiamo parlando di un bene pubblico perché di proprietà della Provincia. Eppure l’utilizzo di questo luogo è piuttosto timido, imbarazzantemente scarso. Traducendo il concetto: Palazzo degli Alessandri è più chiuso che aperto. Eppure sarebbe il luogo ideale per ospitare iniziative e mostre. 

Servirebbe un coordinamento Comune-Provincia per sistemare questa criticità e liberare una risorsa dalla polvere. Chissà se il presidente Romoli e la sindaca Frontini riusciranno a concretizzare una mossa scontata ma mai tentata da nessuno dei rispettivi predecessori?

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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