

VITERBO – C’è una verità che in troppi sembrano ignorare: una città d’arte, cultura e turismo ha bisogno dei giusti spazi per esistere. Il turismo ha bisogno di “permanenza” per essere davvero redditizio e questa si costruisce offrendo occasioni di visita, incontro, conoscenza. L’arte e la cultura giocano quindi un ruolo strategico nella costruzione della città turistica. E per farlo hanno bisogno di risorse ma anche di luoghi dove vivere.
Nella città dei papi c’è una certa resistenza a capire che è necessario potenziare l’offerta di visita, soprattutto nei luoghi naturali dell’interesse turistico. Certo è che San Pellegrino è uno di questi luoghi, peccato che non offra molto e che anche posti che potrebbero giocare un ruolo importante rimangono serrati. E’ il caso di Palazzo degli Alessandri. Siamo nel cuore del quartiere medievale e stiamo parlando di un bene pubblico perché di proprietà della Provincia. Eppure l’utilizzo di questo luogo è piuttosto timido, imbarazzantemente scarso. Traducendo il concetto: Palazzo degli Alessandri è più chiuso che aperto. Eppure sarebbe il luogo ideale per ospitare iniziative e mostre.
Servirebbe un coordinamento Comune-Provincia per sistemare questa criticità e liberare una risorsa dalla polvere. Chissà se il presidente Romoli e la sindaca Frontini riusciranno a concretizzare una mossa scontata ma mai tentata da nessuno dei rispettivi predecessori?

















