Palazzetto sequestrato alla camorra, diventerà un centro per i giovani
palazzetto piazza dante
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VITERBO - L'immobile, un palazzetto che nel passato era finito nel degrado anche a causa delle lungaggini burocratiche legate al passaggio dalla proprietà demaniale a quella comunale, è stato ufficialmente acquisito dall'amministrazione comunale nell'agosto dello scorso anno.

VITERBO – Un recente finanziamento da 149 mila euro ottenuto dal Comune consentirà finalmente di ristrutturare l’edificio di piazza Dante, sequestrato alla camorra nel 2000, destinato a trasformarsi in una struttura per accogliere varie attività finalizzate alla divulgazione della cultura della legalità.

L’immobile, un palazzetto che nel passato era finito nel degrado anche a causa delle lungaggini burocratiche legate al passaggio dalla proprietà demaniale a quella comunale, è stato ufficialmente acquisito dall’amministrazione comunale nell’agosto dello scorso anno.

Il finanziamento regionale consentirà entro breve di sistemare l’edificio, successivamente saranno compiuti gli atti per procedere alla migliore forma gestionale con la finalità di avviare una serie di attività di comunicazione sui temi della legalità con particolare riferimento alle narcomafie che durante la pandemia hanno avuto un notevole aumento soprattutto attraverso il web, alle ecomafie e a tutti gli illeciti che in qualche modo danneggiano l’ambiente, alle archeomafie e a tutti quei reati che hanno come oggetto il furto di opere d’arte, ed alle agromafie che negli ultimi anni hanno portato a fenomeni illegali nel campo dell’agricoltura, dal campo alla vendita.

Soddisfazione per il completamento dell’iter progettuale è stato espresso dall’assessore Elena Angiani che aveva seguito la pratica nei mesi scorsi e dal collega con delega al Patrimonio Giancarlo Martinengo.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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