Parola al leader degli ortodossi romeni
2 Epifania 2014
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La comunità romena ortodossa di Viterbo ha una propria chiesa. Si tratta di Sant'Ignazio, in via Mario Fani. Abbiamo intervistato padre Vasile per conoscere qualcosa di più di questa realtà.
Chiesa di Sant’Ignazio

Nato a Timisoara, 33 anni d’età e a Viterbo da cinque. Ecco Bobita Vasile Stefan, padre alla guida della comunità ortodossa romena nella città dei Papi. Lo abbiamo incontrato in questi giorni particolarmente significativi per la città, infatti martedì pomeriggio si è svolta una messa congiunta tra cattolici e ortodossi per siglare il passaggio di consegne della chiesa di Sant’Ignazio, in piazza Mario Fani (davanti al Palazzo della Provincia). Ora centro di culto della parrocchia ortodossa romena San Callinico di Cernica.

Un momento forte, che ha visto vicini il vescovo della diocesi di Viterbo Lino Fumagalli e Monsignor Siluan, vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia.

 

Che importanza ha il passaggio di consegne della chiesa di Sant’Ignazio?

“Si tratta di un momento molto importante per noi. In realtà la chiesa ci è stata consegnata già dal mese di agosto. Era chiusa da trenta anni e sono stati necessari degli interventi di sistemazione. Con la comunità ortodossa ci abbiamo celebrato messa già lo scorso 19 gennaio, la messa di questo martedì però rappresenta l’inaugurazione ufficiale. La celebrazione congiunta con i due vescovi, quello cattolico e quello ortodosso, è un segnale importante. Tra l’altro abbiamo deciso di farla in questa settimana perché è la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Capite bene quindi che questo passaggio di consegne dice molte cose importanti”.

 

Come sta vivendo la comunità ortodossa romena questo momento?

“E’ una situazione di gioia e di gratitudine verso la diocesi di Viterbo e il vescovo Fumagalli. Prima di venire qui eravamo in un altro locale, dietro alla chiesa della Trinità. Ci siamo stati per quattro anni ma per vari motivi abbiamo dovuto lasciare quel posto. Ora abbiamo una nuova chiesa ed è molto importante”.

 

Quanti fedeli conta questa parrocchia?

“Su Viterbo città abbiamo 1200 fedeli ma in realtà la chiesa di Sant’Ignazio funzionerà da punto di riferimento per una vasta area della Tuscia. In totale circa 8mila persone, le altre parrocchie romeno ortodosse più vicine si trovano a Civitavecchia e Rignano”.

 

Che cosa rappresentate nel Viterbese?

“Siamo un punto di riferimento per tantissime persone. Siamo il luogo dove si tramandano non solo le realtà legate alla nostra religione ma anche le tradizioni e la lingua romena. Rappresentiamo inoltre una sentinella sociale, un punto d’ascolto e d’aiuto per chi vive maggiori difficoltà”.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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