Orte, Giuliani: "A ottobre torneremo al servizio dei cittadini ancora più forti"

ORTE - Dopo la mozione di sfiducia passata in consiglio comunale Giuliani stamattina è tornato a dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro di avvocato.
ORTE – “A ottobre ritorneremo al servizio della città”. Questo il messaggio chiaro lanciato in queste ore dall’ormai ex sindaco di Orte Angelo Giuliani.
Dopo la mozione di sfiducia passata in consiglio comunale Giuliani stamattina è tornato a dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro di avvocato e ha deciso di postare sui social le immagini della sua attività in aula con un pensiero esplicito sulle proprie intenzioni politiche per il futuro: “Oggi ho ripreso a esercitare a tempo pieno la mia professione. Avrei volentieri continuato a sacrificare parte della mia attività per realizzare ancora tante opere per Orte e per gli ortani. A ottobre ritorneremo al servizio della città e dei cittadini ancora più forti”.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















