Oriolo Romano, nuovo attacco alla sede di Fratelli d’Italia
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A Oriolo Romano nuova vandalizzazione contro la sede di Fratelli d’Italia: distrutta la bacheca e sfregiati i manifesti. Il partito denuncia un’escalation di odio politico e chiede l’intervento delle istituzioni.

ORIOLO ROMANO – A soli tre giorni dal primo episodio, la sede del circolo di Fratelli d’Italia di Oriolo Romano è tornata nel mirino di nuovi atti vandalici. La bacheca del partito è stata completamente distrutta, l’immagine storica di Giorgio Almirante nuovamente sfregiata e altri manifesti affissi sono stati imbrattati con scritte offensive e simboli ideologici.

Un’escalation preoccupante, che secondo i rappresentanti locali e provinciali del partito va ben oltre la semplice “ragazzata”: si tratterebbe di veri e propri atti intimidatori, volti a colpire l’identità politica e a soffocare il confronto democratico.

“Quanto accaduto – dichiara Massimo Giampieri, presidente provinciale di Fratelli d’Italia – è un fatto gravissimo, che va condannato con forza e senza ambiguità. La nostra sede è stata presa di mira da un gesto vile, codardo e politicamente indegno. Imbrattare con simboli che richiamano ideologie fallite e violente è la conferma che in certi ambienti l’odio ha preso il posto del dialogo”.

Secondo Giampieri, l’episodio non è isolato. “Nei giorni scorsi atti simili hanno colpito altre sedi del nostro partito, da Capranica a Grotte di Castro. È evidente che ci troviamo davanti a un disegno preciso, portato avanti da frange intolleranti, nostalgiche di un passato ideologico che ha già dimostrato tutti i suoi limiti. Ma a questi attacchi miserabili noi risponderemo con ciò che ci distingue: l’impegno, la presenza sul territorio e la forza delle nostre idee”.

Fratelli d’Italia rivendica il ruolo delle proprie sedi come spazi di ascolto e partecipazione, non semplici simboli di appartenenza partitica. Un appello alle istituzioni: “Ci auguriamo che le autorità riescano a individuare in tempi rapidi i responsabili. Nel frattempo, noi continueremo a essere un punto di riferimento per i cittadini, a testa alta e senza paura, riaffermando ogni giorno il valore della legalità, della democrazia e della convivenza civile”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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