'Orgasmo e Pregiudizio' al Teatro Boni di Acquapendente
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ACQUAPENDENTE - Il 26 gennaio in scena la commedia di e con Fiona Bettanini e Diego Ruiz.

ACQUAPENDENTE – Domenica 26 gennaio 2020 un nuovo appuntamento con la stagione del Teatro Boni di Acquapendente, diretta da Sandro Nardi. Alle ore 17.30 il sipario si aprirà su “Orgasmo e pregiudizio”, commedia scritta e interpretata da Fiona Bettanini e Diego Ruiz, per la regia di Pino Ammendola e Nicola Pistoia. Produzione Mentecomica.

La commedia, da molti anni in tour nei teatri italiani, non ha mai smesso di attirare e divertire gli spettatori, curiosi di spiare questa coppia di amici che si ritrova a dover condividere il letto di un motel. Da quel letto non scenderanno mai, ma su di esso affronteranno le loro più intime paure, le reciproche curiosità, le debolezze mai ammesse, e riusciranno a confessarsi segreti e tabù mai pronunciati prima. Il tutto, ridendo delle proprie debolezze.

Anche lo spettatore riuscirà finalmente a capire cose che non aveva mai avuto il coraggio di domandare. Cosa pensano gli uomini della sessualità femminile? Hanno presente quali siano effettivamente le fantasie delle donne? E le donne conoscono i piaceri dell’uomo? Quali sono le tattiche per conquistarlo? Qualcuno sa spiegare che magia c’è a fare l’amore di prima mattina, con l’alito pesante, la bocca impastata e le caccole agli occhi? E le posizioni ideali per trovare il punto G? Queste e altre ancora le domande che si pongono i due protagonisti nella stanza di un motel, su un grande letto matrimoniale, lenzuola rosse e un’atmosfera piacevolmente piccante.

Per informazioni e biglietti: 0763.733174 – 334.1615504 – www.teatroboni.it.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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