Ordinanza anti alcool, Giovani Dem: “Il proibizionismo non serve, scelta miope”
Viterbo dall'alto
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L'ordinanza anti-movida del sindaco di Viterbo Michelini non piace ai Giovani Democratici di Viterbo. GD spiega che “non si può pensare di risolvere l’emergenza sicurezza di questa città ricorrendo al proibizionismo”.

L’ordinanza anti-movida del sindaco di Viterbo Michelini non piace ai Giovani Democratici di Viterbo. GD spiega che “non si può pensare di risolvere l’emergenza sicurezza di questa città ricorrendo al proibizionismo”.

Una nota dura nei confronti del primo cittadino. “Riteniamo che la misura – scrivono – sia miope e ingiusta, da una parte perché è impensabile garantire l’ordine pubblico solo con i divieti, dall’altra perché scarica sui gestori dei locali e sugli avventori un problema che sarebbe compito della prefettura, del comune e della questura prevenire. Con un centro storico in crisi anche per la mancanza sostanziale di forme di intrattenimento, porre un ulteriore veto all’aggregazione giovanile alimenterebbe l’insoddisfazione e allontanerebbe i cittadini piuttosto che avvicinarli”.

Un colpo anche al turismo. “Invece che ridare ossigeno al turismo – di cui un borgo unico come Viterbo potrebbe e dovrebbe vivere – minacciare sanzioni generaliste distoglierebbe tanti abitanti e turisti dal godersi la meraviglia della nostra città di notte, terrorizzandoli, privandoli di libertà.
Oltre ad essere un’ulteriore freno alla ripresa economica da una crisi che ha vessato, in particolar modo, gli esercenti del centro”.

I Giovani Democratici auspicano “che gli organi preposti tornino sui loro passi e si rendano conto della tragica situazione in cui versa l’universo giovanile viterbese: sono totalmente assenti luoghi di aggregazione sociale, di ritrovo e di promozione culturale; a questa funzione stanno assolvendo da moltissimo tempo i bar, specialmente al centro. Credere che sia vietando alle persone di stare insieme condividendo un bicchiere un modo efficace per riportare l’ordine equivale a nascondere la testa sotto la sabbia. Chiediamo alle istituzioni tutte e specialmente al comune, nella figura del sindaco e dei consiglieri, di porre attenzione a queste istanze e sanare finalmente il vuoto culturale e sociale, che sta soffocando i più giovani cittadini del capoluogo. In quanto organizzazione giovanile ci poniamo come interlocutori per avviare un progetto organico, condiviso e a lungo termine. Smettiamo di adottare semplici soluzioni restrittive, iniziamo a parlare di sviluppo e rinascimento culturale per questa città”.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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