Ordigno bellico della Seconda guerra mondiale all’aeroporto militare “Tommaso Fabbri”: scattano le procedure di sicurezza
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Durante lavori all’aeroporto militare “Tommaso Fabbri” è stata scoperta una bomba della Seconda guerra mondiale, prontamente messa in sicurezza dall’Esercito. Lunedì si terrà un vertice in Prefettura per definire le operazioni di disinnesco e eventuale evacuazione.

VITERBO – Nel cuore dell’aeroporto militare “Tommaso Fabbri” è riaffiorato un pezzo di storia che nessuno avrebbe voluto trovare: una bomba d’aereo americana M31, risalente alla Seconda guerra mondiale, del peso di oltre 130 chilogrammi e con più di 60 chili di esplosivo ancora intatti.

La scoperta, avvenuta durante normali lavori di manutenzione, ha subito fatto scattare l’allarme. Sul posto è intervenuto il 6° Reggimento Genio Pionieri, l’unità specializzata nel disinnesco di ordigni inesplosi, che con esperienza e precisione ha isolato l’area e avviato le prime operazioni di messa in sicurezza.

Lunedì sarà il giorno decisivo: in Prefettura si terrà un vertice presieduto dal nuovo prefetto Sergio Pomponio, al suo battesimo di fuoco sul territorio. Verranno stabiliti tempi, modalità e soprattutto la sicurezza degli eventuali residenti coinvolti dall’evacuazione temporanea, se necessaria.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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