
Una maxi operazione congiunta tra carabinieri e corpo forestale dello Stato che si è diramata in tre regioni – Lazio, Umbria e Marche – e ha coinvolto oltre 60 uomini fra militari e agenti della forestale, il tutto per un giro d’affari milionario e che ha portato all’arresto di tre persone e sette indagati. Queste le cifre dell’operazione Led, che stamattina ha fatto scattare le manette per il titolare, l’amministratore delegato e il responsabile dell’area commerciale della CPM, società con sede a Recanati e Terni, attiva nei settori dell’illuminazione, climatizzazione e termoidraulica, accusati di concorso in turbativa d’asta.
Ma se le manette sono scattate solo per i tre, la lente d’ingrandimento degli investigatori ora è puntata verso gli altri sette indagati: sei tecnici comunali delle amministrazioni di Civita Castellana, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia, oltre all’assessore con delega ai Lavori Pubblici del comune di Civita Castallana, Sergio Annesi.
A far scattare le indagini è stata una segnalazione arrivata nel 2014 ai Nuclei di polizia ambientale e forestale. Alle investigazioni si è poi aggiunto il nucleo investigativo dei carabinieri a partire dal 2015. Ora sotto i riflettori degli inquirenti ci sono tre appalti di illuminazione pubblica per centri abitati e pubblici edifici, tutti vinti dalla CPM. Appalti per un valore complessivo di 5 milioni di euro, fra cui spicca quello di Civita Castellana che prevede un contratto di 15 anni da 350mila euro annui, con l’opzione di aumento fino a 700mila euro.
“Un importante sistema di illeciti” secondo gli investigatori che stamattina, su ordine del gip di Viterbo Stefano Pepe, hanno arrestato i tre responsabili della società. Secondo gli inquirenti, infatti, la CPM avrebbe influenzato l’iter procedurale delle gare d’appalto bandite nei tre comuni della Tuscia. Intanto vanno avanti le perquisizione all’interno degli uffici della società, per l’acquisizione di materiale utile all’indagine.


















